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Randazzo, Ferragosto e la tradizionale processione della “Vara”

Randazzo, Ferragosto e la tradizionale processione della “Vara”

I valori religiosi che animano questa nobile tradizione, di origine rinascimentale, si uniscono ai riti popolari di autorappresentazione dell’antica coscienza cittadina

Dopo l’edizione dello scorso anno, che ha generato non poche polemiche, domani, giorno di ferragosto, si rinnova la tradizionale processione della “Vara” dell’Assunta, compatrona di Randazzo insieme a S. Giuseppe.

Il 2019, invece, sarà ricordato come l’anno dei lavori di maquillage e di manutenzione straordinaria di tutti gli apparati scenici, con miglioramenti – a detta degli organizzatori – anche nel campo della sicurezza. Tant’è che durante lo scorso autunno, per ovviare all’inconveniente del blocco di una delle due ruote del carro, verificatosi nel 2018, sono state effettuate delle specifiche prove tecniche. Gli ultimi lavori di manutenzione straordinaria della “Vara” risalivano alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso e al Grande Giubileo del 2000. Nuova anche l’impresa che ha coordinato le maestranze.

«’A Vara» è un antico poderoso carro verticale. Simboleggia i tre misteri della Madre di Dio, la Dormizione, l’Assunzione e l’Incoronazione, attraverso una scansione ascensionale su diversi piani, rotanti attorno a un asse centrale, tra due nubi popolate da angeli, una ruota in movimento con S. Michele Arcangelo da un lato e Cristo e la Madonna dall’altro lato, la Trinità e l’Incoronazione in cima, a coronamento di uno schema mutuato dalla tradizione bizantina.

La massiccia struttura con il carro meccanico e il tronco di legno e ferro, una creazione di alta ingegneria meccanica di fine Ottocento, è trainata a mano da centinaia di ferventi per mezzo di due gomene. Nel tronco, irrobustito da un’ossatura di ferro, sono montati tutti gli apparati scenici.

Una rappresentazione dalle radici antichissime legata al culto mariano locale, ma che fin dall’origine assurse ad autorappresentazione della coscienza cittadina. Per questo «’a Vara» è solo ambiguamente sostenuta da una motivazione religiosa. Insomma, la solennità ha un carattere “religioso” e “civile”, perché «’a Vara» è l’una cosa e l’altra. I canoni mariani e quelli della potenza divina, compresi i simboli celesti e le figure angeliche sono stati, forse, solo il pretesto per la creazione di un poderoso carro trionfale ascensionale destinato a suscitare lo stupore degli spettatori.

Dal punto di vista storico, molto probabilmente, la tradizione della “Vara” ha inizio dopo il 1535, anno del passaggio da Randazzo dell’imperatore Carlo V. Pare che l’élite locale, aggregandosi al corteo che accompagnò l’imperatore nel suo viaggio verso Messina, sia rimasta affascinata dai carri trionfali che i messinesi allestirono per accogliere l’imperatore. Verosimilmente fu in quella circostanza che i randazzesi presero contatto con quegli straordinari marchingegni che in seguito vollero realizzare anche a Randazzo, pressappoco nella forma che conosciamo oggi. È stato ipotizzato, altresì, che la fonte d’ispirazione per la realizzazione di questa struttura sia stato il quadro del Caniglia (metà sec. XVI) che si può ammirare nella cappella del Crocifisso, nella basilica di Santa Maria Assunta.

Con il passare dei secoli, il complesso dei festeggiamenti dell’Assunta ha subìto notevoli trasformazioni. Tuttavia, «‘a Vara» di Randazzo ha saputo mantenere l’originaria caratteristica del carro con il tronco di legno, i meccanismi, il traino a mano, la simbologia dei tre Misteri principali della Madonna, i fanciulli saldamente “appesi”. Questi ultimi fanno parte integrante dell’antica tradizione della “Vara” e della rappresentazione simbolica dei tre Misteri della Madonna. Indubbiamente è la più importante tra le antiche caratteristiche. I protagonisti sono venticinque, indossano abiti diversi, in funzione di ciò che raffigurano o impersonano, sono sospesi in aria ma saldamente legati in vari punti della struttura, sino alla sommità della “Vara”. Un tempo i fanciulli erano soltanto maschi e imparruccati. Adesso partecipano anche le ragazze. Durante il tragitto i giovani personaggi della “Vara” intonano un inno antichissimo: “Evviva la Vergini!”

L’intera struttura quest’anno è stata messa in piedi e sarà manovrata da un rinnovato gruppo di maestranze sia per lo spostamento del carro, sia per i movimenti rotatori del tronco, che gira su se stesso, e della “ruota” a due facce.

Il programma della festa prevede alle ore 11.00 la sfilata del corteo dei personaggi della “Vara”, partenza da piazza Santa Maria. Il carro della “Vara”, invece, partirà alle 16.00 dalle absidi della basilica di Santa Maria Assunta e muoverà lentamente lungo il tradizionale percorso di via Umberto, fino porta S. Martino e sarà accompagnato dal Complesso Bandistico “E. Marotta” di Randazzo, dal Corteo Medievale dell’Associazione “Sicularagonensia” e dalle “Majorettes Città di Randazzo”.

Gaetano Scarpignato

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