Inchiesta Black Job, interrogato dal Gip l’imprenditore giarrese Orazio Emmanuele: "donate piante per un valore di 35 euro" -
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Inchiesta Black Job, interrogato dal Gip l’imprenditore giarrese Orazio Emmanuele: “donate piante per un valore di 35 euro”

Inchiesta Black Job, interrogato dal Gip l’imprenditore giarrese Orazio Emmanuele: “donate piante per un valore di 35 euro”

Si è svolto questa mattina in Tribunale a Catania, l’interrogatorio di garanzia dell’imprenditore giarrese Orazio Emmanuele, indagato nell’ambito dell’operazione Black Job e attualmente sottoposto alla misura interdittiva temporanea del divieto di esercitare uffici direttivi di imprese giuridiche.

“Nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip Giuliana Sammartino, l’imprenditore d San Giovanni Montebello Emmanuele – si legge in una nota dell’avv. Lattuca – ha chiarito l’insussistenza dei fatti reato contestatigli per mancanza di gravi indizi e, comunque, per l’insussistenza di un concreto pericolo di recidiva.

In particolare Emmanuele ha fornito al Gip una fedele e obiettiva ricostruzione dei fatti avvenuti all’interno della sede dell’ispettorato del lavoro di Catania, in data 11 dicembre 2017, producendo, in merito, una copiosa documentazione e provando l’inesistenza di una condotta concorsuale perfezionatasi attraverso un accordo con la dott.ssa Trovato, dimostrando che dal colloquio avuto con la funzionaria pubblica non è avvenuta alcuna trattativa corruttiva, né tantomeno è avvenuta alcuna offerta di utilità da parte dello stesso Emmanuele verso il pubblico ufficiale, ma anzi è palese che la richiesta di ricevere piante e fiori (15 stelle di Natale) è partita dalla stessa Trovato, avente una utilità, cioè un valore economico, di circa 35 euro, è quindi ritenuta dall’indagato come “piccola regalia di assoluta modestia”, come è risultato dai preventivi rilasciati da tre ditte del settore florovivaistico.

In ogni caso – continua la nota dell’avv. Lattuca – l’indagato ha chiarito al Gip che i provvedimenti di archiviazione erano legittimi in quanto le sanzioni non erano dovute per l’insussistenza della violazione delle norme vigenti sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. La difesa, pertanto, ha chiesto la revoca della misura avendo provato l’insussistenza di concrete esigenze cautelari da salvaguardare, avuto riguardo sia all’avvenuta cristallizzazione dei fatti contestati, che al rilevante fatto nuovo sopravvenuto che l’indagato Emmanuele ha cessato di esercitare le cariche sociali prima rivestite”.

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