Gaggi: una petizione contro l’acqua “salata” -
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Gaggi: una petizione contro l’acqua “salata”

Gaggi: una petizione contro l’acqua “salata”

La si potrà firmare domani sera, lunedì 18 maggio, per dare forza al documento propositivo che l’ex sindaco Salvatore Pagano ha indirizzato alla Regione Siciliana ed all’attuale primo cittadino Franco Tadduni. Quest’ultimo, dal canto suo, “rivela” di aver già attivato un piano per rinvenire nuove fonti di approvvigionamento idrico, in maniera tale da affrancarsi dalla Società “SiciliAque” ed eliminare dalle bollette i relativi costi

Un’ora e mezza per dire “no” all’aumento spropositato delle bollette sui consumi idrici: è quella che avranno a disposizione domani sera, lunedì 18 maggio, i cittadini del Comune di Gaggi i quali, recandosi dalle ore 18.00 alle ore 19.30 presso l’apposito banchetto che verrà allestito nella centrale Piazza Vittorio Emanuele, potranno apporre la propria firma all’accorato appello che l’ex sindaco Salvatore Pagano ha rivolto al presidente della Regione Sicilia, a quello della Società “SiciliAcque” ed all’attuale primo cittadino gaggese Franco Tadduni affinché lo spinoso problema venga risolto “pacificamente” e senza alcun disagio economico per la comunità locale.

Come avevamo notiziato ieri, infatti, Pagano ha sostanzialmente chiesto al sindaco Tadduni di sospendere il pagamento delle impopolari bollette, ed al governatore Crocetta di istituire una commissione tecnica avente il compito di verificare quanto occorra per ammodernare la rete idrica “colabrodo” del Comune di Gaggi, in maniera tale da destinare un finanziamento regionale a tale scopo. Questo perché della manutenzione dell’impianto si sarebbe dovuta occupare la società pubblico-privata “SiciliAque”, che lo ha gestito sino al 2012, quando il Comune le ha revocato la relativa convenzione per assumerne in proprio la gestione, rivelatasi costosissima soprattutto per la necessità di dover porre in essere continui interventi di riparazione di guasti e disservizi vari, causati proprio dall’incuria del precedente gestore. Ovviamente, se oltre alla firma del suo autore contenesse in calce anche quelle di un cospicuo numero di cittadini, il documento stilato dall’ex sindaco Pagano acquisterebbe maggior forza: da qui la petizione popolare in programma a Gaggi per domani sera.

Intanto, l’attuale sindaco Franco Tadduni (nella foto con sullo sfondo uno scorcio di Piazza Vittorio Emanuele, dove domani sera verranno raccolte le firme contro il “caro bollette”) si è sentito in dovere di dire la sua in merito alla delicata vicenda. E lo ha fatto “affacciandosi” dal suo profilo Facebook.

«Ogni qualvolta – scrive il primo cittadino gaggese sul popolarissimo social-network – vengono recapitati agli utenti dei pagamenti per i servizi loro erogati, si contesta puntualmente tutto e tutti, spesso per partito preso o perché questa ormai è diventata la moda degli ultimi anni. Personalmente ho sempre cercato, con modi pacati e carte alla mano, di mettere i cittadini nelle condizioni di poter verificare l’attività posta in essere dall’Amministrazione Comunale da me guidata e, di conseguenza, poterne giudicare l’operato. Non ho la coda di paglia perché non debbo nascondere nulla e, quindi, non ho alcuna difficoltà a rappresentare lo stato dell’arte. E non ho intenzione di entrare in polemica con quanti, attraverso i social network ed i mezzi d’informazione, si stanno erigendo a paladini della legalità, anche perché da sindaco so bene ciò che succede nel Comune di Gaggi e, nel doveroso rispetto della carica che ricopro, non mi permetto di utilizzare la stessa per replicare alle insinuazioni fin qui poste in essere».

Ciò detto, Tadduni spiega i motivi del “caro bollette”, perfettamente coincidenti con quelli elencati dal suo precedessore Salvatore Pagano nel documento da quest’ultimo indirizzato alle autorità regionali e comunali (rete idrica in condizioni precarie, soggetta a grosse perdite e da sottoporre a continui interventi di riparazione, e somme da pagare a “SiciliAcque” per l’adduzione dell’acqua).

«La legge – sottolinea Franco Tadduni – obbliga i Comuni a gestire questo tipo di servizio a pareggio di bilancio tra entrate ed uscite ed, inoltre, a totale carico dell’utenza. Ma sta di fatto che, sino ad oggi, dalle bollette pagate dall’utenza abbiamo ricevuto un gettito che ci ha consentito di coprire solo un terzo delle spese di gestione complessive del servizio idrico. Nel piano finanziario per l’anno 2014, che da qualche giorno è stato posto in riscossione, ci siamo quindi visti costretti a rielaborare le tariffe. Se solo adesso la relativa delibera dello scorso luglio è visionabile all’albo pretorio comunale, è perché, per il ruolo che ricopro e per la responsabilità che ne consegue, mi sono assunto l’onere di ritardarne la pubblicazione in maniera tale da avere un quadro più chiaro e poter leggere tutti i contatori per raffrontare i consumi effettivi con i quantitativi d’acqua acquistati dalla “SiciliAcque”. Chiunque, pertanto, volesse speculare, sappia che se responsabilità ci sono, esse sono addebitabili al sottoscritto sindaco».

Franco Tadduni preannuncia, infine, l’avvio di un’importante operazione che, se andasse a buon fine, potrebbe “liberare” una volta per tutte il Comune dell’Alcantara dalla “schiavitù” nei confronti della Società “SiciliAcque”, cui sino ad oggi, malgrado la revoca della gestione, si è stati costretti a pagare l’adduzione dell’acqua ai serbatoi di accumulo (somme, queste, gravanti anch’esse sulle bollette dei cittadini utenti). «Questa Amministrazione Comunale – rivela al riguardo il sindaco di Gaggi – si è già preoccupata di predisporre tutta la documentazione, già inoltrata agli uffici del Genio Civile di Messina, per ottenere le necessarie autorizzazioni a poter effettuare delle indagini in prossimità dei serbatoi di accumulo, finalizzate a scavare dei pozzi per la captazione dell’acqua: qualora risultassero positive, potremo rinunciare totalmente, o almeno parzialmente, alla fornitura idrica di “SiciliAcque”, con la conseguente diminuzione dei costi».

Rodolfo Amodeo

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