Mascalucia, l’ultimo saluto a Nicole. La minuscola bara portata in braccio da papà Andrea -
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Mascalucia, l’ultimo saluto a Nicole. La minuscola bara portata in braccio da papà Andrea

Mascalucia, l’ultimo saluto a Nicole. La minuscola bara portata in braccio da papà Andrea

Frattanto il Ministro alla Salute Lorenzin, continua a “tuonare”

La chiesa di San Vito, gremita di gente, per l’ultimo saluto alla piccolina Nicole. A celebrare la funzione religiosa è stato l’arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina, assieme  al parroco della chiesa, don Paolo Malatesta. L’arcivescovo Gristina, durante l’omelia si è commosso, e non è riuscito a nascondere le lacrime: “Quanto è accaduto – ha detto  Gristina – è doverosamente esaminato dalle autorità per fornire risposte alle domande che l’accaduto suscita. Accompagniamo la loro attività con una preghiera. I bambini che non hanno ancora ricevuto il battesimo prosegue, Dio li affida con fiducia all’amore misericordioso di Gesù. Questo è un momento di grande prova per voi, non sentitevi soli, noi siamo qui per confortarvi e incoraggiarvi con la certezza che Dio è con voi. Nicole non ha potuto ricevere tanti segni di affetto da parte vostra, non vi ha potuto sorridere, ma Nicole ha detto a Gesù di starvi vicino”.

imageAlla fine del funzione funebre, l’uscita della piccola bara bianca – che la mamma, Tania Luisa Egitto, ha tenuto appoggiata sul grembo, per tutta la durata della celebrazione religiosa – è stata accompagnata da un volo di centinaia di palloncini, così come mamma Tania aveva chiesto su Facebook: “niente fiori,solo palloncini”. Il minuscolo feretro bianco è stato, successivamente portato in braccio da papa Andrea Di Pietro, lungo i trecento metri che separano la chiesa di San Vito dal cimitero comunale.

Intanto, il Ministro alla Salute Lorenzin, continua a “tuonare”: “Dalle prime verifiche della task force  è emerso ad esempio che nell’Utin di Siracusa era presente una culla aggiuntiva con un neonato, che era stato spostato lì per un’epidemia di bronchiolite. Rimanendo sempre nell’ambito delle disfunzioni organizzative è emerso che i punti nascita di primo livello della Sicilia non risultano in grado di affrontare le emergenze che sono tali da imporre il trasferimento del neonato nelle strutture di secondo livello Utin, creando la situazione paradossale per cui nelle strutture di secondo livello vengono in parte gestite in modo inappropriato le emergenze che dovrebbero essere gestite già in quelle di primo livello. Sono queste le criticità che verranno affrontate per individuare le iniziative che dovranno essere avviate al più presto a livello regionale ovvero in via sostitutiva dal mio dicastero. Ribadisco, al più presto e se non interviene la Regione lo farà il ministero alla Salute”.

Orazio Vasta

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