Il 5 ottobre, per molti francavillesi, è stato un giorno apparentemente uguale a tanti altri: le strade percorse come ogni mattina, gli impegni quotidiani, le attività commerciali e la consueta routine di una comunità intenta a vivere la propria normalità.
Eppure, dietro l’ordinaria scansione delle ore, quella data ha assunto un significato particolare, destinato a entrare nella storia locale.

Da quel giorno, infatti, tutti gli abitanti di Francavilla possono idealmente considerarsi “proprietari” di un simbolo dell’identità collettiva: il castello sulla collina omonima, i cui ruderi dominano da secoli le case del paese.
Non si tratta soltanto di un passaggio formale o amministrativo, ma di un evento dal forte valore collettivo, capace di restituire alla comunità un luogo che appartiene alla memoria, al paesaggio e all’identità del territorio.
Il castello, le cui origini restano incerte ma la cui costruzione è generalmente datata agli inizi del XII secolo, diventa così non più soltanto un elemento riconoscibile del patrimonio cittadino, osservato da lontano o ricordato attraverso i racconti, ma un bene condiviso, affidato simbolicamente alla responsabilità di ogni cittadino.
È un’acquisizione che porta con sé orgoglio e aspettative, ma anche il dovere di interrogarsi sul futuro del complesso, sulla sua tutela e sulle possibilità di valorizzazione.
Per Francavilla, dunque, il 5 ottobre ha segnato l’inizio di una nuova fase: quella in cui un monumento legato alla storia del paese entra pienamente nella dimensione pubblica e diventa patrimonio comune, con tutto ciò che questo comporta in termini di cura, conoscenza e partecipazione.
Il momento decisivo si è svolto in piazza Matrice, dove sono stati formalizzati l’immissione in possesso e il verbale di acquisizione dell’area del castello, rimasta per secoli di proprietà privata.
Al sopralluogo erano presenti il geometra Salvatore Raffone, Responsabile dell’Aera Tecnica 1 del Comune di Francavilla, il supporto al RUP, architetto Filippo Russo e i responsabili dell’impresa appaltatrice.
L’appuntamento costituiva un passaggio essenziale dell’intero percorso, perché consentirà di tradurre sul piano concreto quanto stabilito negli atti e di definire con precisione le condizioni in cui si trovano le aree interessate, già oggetto di lavori.

La redazione dello stato di consistenza ha avuto la funzione di restituire una fotografia puntuale delle condizioni riscontrate al momento della consegna, offrendo un quadro chiaro dal quale partire per le successive attività (frazionamenti, pagamento delle indennità, emanazione del decreto definitivo di espropriazione, trasferimento della proprietà al Comune di Francavilla di Sicilia, trascrizione presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Messina e voltura al Catasto Terreni).
Il 5 ottobre assume così un significato che va oltre la semplice formalità. Rappresenta il punto di raccordo tra la dimensione amministrativa dell’acquisizione e quella operativa della futura tutela e valorizzazione del castello.
Un risultato che porta anche la firma di Gianfranco D’Aprile, il cui impegno politico e amministrativo ha dato un impulso determinante al percorso che ha condotto all’acquisizione del Monte Castello da parte del Comune.
D’Aprile, già assessore alla Cultura e ai Beni culturali ed ex vicesindaco nella precedente Amministrazione Pulizzi, racconta di essere sempre stato affascinato da quei ruderi, dalla storia impressa in ogni pietra e dalle vicende legate a questo simbolo, «che appartiene non solo a Francavilla, ma all’intera Valle dell’Alcantara».
«Nel 2015 ho creato il gruppo Facebook “Salviamo i Ruderi del Castello di Francavilla di Sicilia” per richiamare l’attenzione su questo bene storico, che nel tempo aveva subito ulteriori deterioramenti, anche a causa delle intemperie.
Nel 2021 – continua D’Aprile – durante il mio mandato amministrativo, grazie al fondamentale e prezioso lavoro dell’architetto Filippo Russo, tecnico competente e volenteroso, abbiamo predisposto un progetto per partecipare a un bando dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente. L’intervento prevedeva di rendere più fruibile il percorso, oggettivamente impervio e pericoloso, e di espropriare l’area superiore, di proprietà privata, dove sorgono i ruderi.
La richiesta, inizialmente di 720 mila euro, è stata finanziata per circa 680 mila. Il progetto, terzo in Sicilia, ha concluso positivamente l’iter dopo alcune vicissitudini documentali. Sono ora in corso i lavori per realizzare il percorso, con studi ed esplorazioni archeologiche.
Negli anni ho più volte sollecitato enti regionali e nazionali a mettere in sicurezza i ruderi. Ora che il Comune ne è proprietario, auspico una procedura semplice e un rapido intervento degli organi competenti per reperire i fondi necessari a consolidare e rendere sicuro ciò che resta della struttura.
I lavori creeranno un percorso ad anello collegato alle Gurne, formando un ampio itinerario naturalistico, storico e culturale, valorizzato dalla vicinanza del museo.
Il Consiglio comunale – conclude l’ex vicesindaco – aveva inoltre già approvato un regolamento per introdurre un ticket d’ingresso alle Gurne, destinandone i proventi alla manutenzione e alla pulizia periodica dei sentieri.
Sono orgoglioso di aver contribuito, insieme ai tecnici, agli uffici comunali, ai colleghi dell’amministrazione e al RUP del progetto, geometra Salvatore Raffone, al quale rivolgo un sentito ringraziamento, a trasformare questa idea in realtà: con l’acquisizione del Monte Castello, dopo secoli, il castello di Francavilla appartiene finalmente ai francavillesi!».
Luigi Lo Presti








