Prima un piccolo cedimento, poi la singolare protesta con tanto di alberello piantato nella buca per richiamare l’attenzione dell’amministrazione. Infine, dopo mesi di attesa, il prevedibile epilogo: il marciapiede di via Don Luigi Sturzo a Trepunti è sprofondato, lasciando una profonda voragine a ridosso della carreggiata.
Quello che inizialmente poteva sembrare un dissesto circoscritto si è dunque trasformato in un problema ben più serio, con evidenti rischi soprattutto per i pedoni.
La situazione era stata segnalata da tempo. Proprio per denunciare ironicamente l’assenza di interventi, alcuni attivisti avevano deciso mesi fa di trasformare il piccolo foro presente sul marciapiede in una sorta di aiuola improvvisata, simulando di piantanrvi un alberello. Un gesto provocatorio che aveva suscitato commenti, ironia e anche qualche risata.
Ma evidentemente sotto quel piccolo buco c’era ben poco da ridere.
Dalla piccola buca al cedimento
Con il trascorrere dei mesi, infatti, il dissesto non è stato risolto e il terreno sottostante avrebbe continuato a cedere fino al collasso di una porzione del marciapiede. Oggi al posto dell’alberello c’è una voragine.

Un cedimento profondo che rappresenta un rischio concreto per chi percorre quel tratto di via Don Luigi Sturzo. Basta una distrazione, soprattutto nelle ore serali, perché un pedone possa finire all’interno della buca con conseguenze potenzialmente serie.
Dopo alcuni giorni il Comune ha finalmente provveduto a transennare l’area, impedendo l’accesso alla parte interessata dal cedimento. Un intervento necessario per mettere temporaneamente in sicurezza il punto, ma che evidentemente non risolve il problema. Le transenne delimitano una voragine. Non la riparano.
Quando la manutenzione arriva dopo il danno
La vicenda assume inevitabilmente anche un significato più ampio. Perché il cedimento non sarebbe comparso improvvisamente: quel tratto di marciapiede aveva già manifestato segnali evidenti di dissesto ed era stato pubblicamente segnalato.
È proprio questo l’aspetto che alimenta le critiche nei confronti dell’amministrazione comunale. Intervenire quando il marciapiede è ormai crollato significa gestire un’emergenza che, con una verifica tempestiva, avrebbe forse potuto essere affrontata prima che assumesse queste dimensioni.
Adesso sarà necessario capire cosa abbia provocato lo sprofondamento, verificare le condizioni del sottosuolo e soprattutto stabilire se il cedimento possa estendersi ulteriormente.
Nel frattempo i cittadini dovranno convivere con le immancabili transenne, ormai diventate troppo spesso il rimedio provvisorio ai problemi di manutenzione urbana. E resta inevitabile un po’ di amara ironia.

Qualche mese fa, davanti all’immobilismo, qualcuno aveva pensato bene di piantare un albero nella piccola buca. Oggi che quella buca è diventata una voragine, non resta che augurarsi che non si debba aspettare di piantarne uno più grande e prestigioso prima di vedere finalmente ricostruito il marciapiede.
Perché la provocazione può anche far sorridere. Un marciapiede che sprofonda, invece, non fa ridere affatto.









