Si è svolto al Salone degli Specchi del Comune di Giarre un qualificato incontro dedicato alla lotta alla mafia, alla cultura della legalità e alla memoria del giudice Rosario Livatino, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, delle Forze dell’Ordine e del mondo associativo.
L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione “Joniache” , presieduta da Luigi Puglisi, insieme al COSAP – Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia e al Comitato Antimafia Livatino–Saetta–Costa, presieduto dal dott. Attilio Cavallaro.

Significativa la presenza dei giovani. A moderare i lavori, intervenendo anche personalmente sui temi affrontati, sono stati Samuele Borzì per l’associazione “Joniache” e Gabriele Fichera componente del Comitato Antimafia Livatino–Saetta–Costa, entrambi espressione di una nuova generazione impegnata a raccogliere e portare avanti i valori della legalità.
Tra gli interventi, quelli dell’on. Salvo Andò, già Ministro della Difesa, del capitano Mario D’Arco, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Giarre, del commissario Carmelo Cavallaro del COSAP e del dott. Michelangelo Patanè, già procuratore aggiunto della Repubblica di Catania.
Dai diversi contributi è emersa la necessità di non abbassare la guardia nei confronti della criminalità organizzata, che nel tempo ha mutato forme e modalità di azione, affiancando all’attività di magistratura e Forze dell’Ordine un costante impegno culturale e formativo.
A rappresentare il Comune di Giarre e a portare i saluti del sindaco Leo Cantarella e dell’Amministrazione comunale è stato l’assessore alla Sicurezza, avv. Leo Patanè, che ha richiamato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, magistratura, Forze dell’Ordine, scuola, associazioni e cittadini.
«La legalità non deve essere soltanto proclamata, ma praticata ogni giorno da ciascuno di noi – ha dichiarato l’assessore Patanè –. Educare i giovani al rispetto delle regole, degli altri e dei beni comuni significa contribuire concretamente alla costruzione di una società più consapevole e responsabile».

Patanè ha inoltre richiamato il valore del passaggio generazionale: «Vedere giovani che raccolgono e portano avanti questi principi ci lascia ben sperare per il futuro. Significa che il sacrificio di Rosario Livatino non è stato vano: la sua testimonianza continua a vivere nelle nuove generazioni che scelgono di impegnarsi per la legalità e per il proprio territorio».
A concludere i lavori è stato il presidente dell’associazione “Joniache” Luigi Puglisi, che ha ribadito l’importanza di continuare a promuovere la cultura della legalità e l’impegno contro la criminalità organizzata.






