Mascali, l’ultimo saluto a Daniele tra lacrime e preghiere: «Da oggi brilla nel cielo e continuerà a donarci il suo abbraccio» -
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Mascali, l’ultimo saluto a Daniele tra lacrime e preghiere: «Da oggi brilla nel cielo e continuerà a donarci il suo abbraccio»

Mascali, l’ultimo saluto a Daniele tra lacrime e preghiere: «Da oggi brilla nel cielo e continuerà a donarci il suo abbraccio»

Una bara bianca portata a spalla dagli amici e dai compagni di classe dell’Istituto Nautico “Rizzo”, la scuola che Daniele Epaminonda frequentava. Sopra, alcuni degli oggetti che raccontavano le sue passioni e la sua giovane vita: un cappellino rosso, un cuscino con una sua fotografia, una maglia e una sciarpa dell’Inter.

È stato così che la comunità di Mascali ha accompagnato Daniele nel suo ultimo viaggio, tra preghiere, silenzio e lacrime, dopo il tragico incidente che nella notte fra giovedì e venerdì lo ha tragicamente strappato alla vita.

Un momento di dolore profondo, nel quale tutti si sono stretti attorno alla sua famiglia e ai suoi amici, invocando la preghiera affinché il Signore lo accolga nel suo Regno e gli conceda di vivere una sorta di “giovinezza perenne”.

Tanti giovani, in silenzio, attoniti, hanno seguito il feretro. Volti segnati dall’incredulità e dal dolore per una tragedia difficile da comprendere e, soprattutto, da accettare.

Nel corso dell’omelia, celebrata nella chiesa madre San Leonardo Abate di Mascali, padre Giovanni Marino, ha tracciato un parallelo con il cammino raccontato nel brano del Vangelo: un cammino triste, doloroso, che oggi interpella tutti. «Anche noi dobbiamo fare il nostro cammino – è stato sottolineato dal celebrante – un cammino che questo evento ha profondamente cambiato, costringendoci a guardare ai nostri sogni con uno spirito diverso».

E tutti, oggi, sono accomunati dalla stessa domanda, quella che spesso rimane sospesa davanti alla morte di un ragazzo: perché?
«Stiamo cercando di trovare un senso a quello che è accaduto», ha detto padre Marino. Una ricerca difficile, quella del significato di una vita spezzata troppo presto, che richiama anche le parole di Vasco Rossi e il suo interrogarsi sul senso della vita.

«Tutti siamo alla ricerca di un senso. Anche quando la vita ci chiederà di andare avanti, dovremo trovare un senso a ciò che è accaduto».

Daniele, quel senso, lo aveva trovato nelle sue passioni, nei suoi affetti e nella capacità di stare insieme agli altri. Nel calcio, che amava giocare e seguire, ma soprattutto nella gioia e nella spensieratezza che sapeva donare a chi gli stava accanto.

Ora, quel messaggio è rivolto soprattutto ai suoi amici e ai tanti giovani che oggi piangono la sua scomparsa.

«A voi, ragazzi – ha detto ancora padre Marino – viene chiesto di continuare a dare un senso alla vostra quotidianità. La vita ci invita ad andare avanti. Ogni volta che ricorderete un semplice momento vissuto con Daniele, lui sarà ancora vivo dentro ciascuno di voi e continuerà, in qualche modo, ad accompagnare i vostri progetti».

Un invito a non smarrire i valori, nonostante il dolore, a dare un significato autentico alla propria esistenza.

«Date un senso forte alla vita, a ciò che fate. Guardate a ciò che è veramente importante, ai valori fondamentali per la vostra crescita».

Poi, l’ultimo pensiero, quello affidato alla fede e alla speranza: «Da oggi Daniele brilla nel cielo. Vive al cospetto di Dio e, da lassù, continuerà a donare il suo amore e il suo abbraccio».

Daniele non è soltanto il ricordo di una tragedia. È il ricordo di una giovane vita, bella e piena di promesse, che continuerà a vivere nella memoria e nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo.

All’uscita del feretro dalla chiesa Madre, il dolore ha lasciato spazio, per qualche istante, a un gesto collettivo d’amore. Un lungo e commosso applauso ha accompagnato Daniele nel suo ultimo viaggio, mentre nel cielo si alzavano palloncini bianchi, simbolo di un saluto che nessuno avrebbe mai voluto pronunciare.

Poi le note dell’inno della sua amata Inter, una delle sue grandi passioni, hanno riempito l’aria. E infine, «Un angelo disteso al sole» di Eros Ramazzotti, quasi a voler affidare Daniele al cielo, in quell’ultimo abbraccio della sua famiglia, dei suoi amici e di tutti coloro che gli hanno voluto bene.

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