Una comunità profondamente scossa e unita nel dolore. La città di Riposto, con i suoi cittadini, le istituzioni locali, le associazioni e i commercianti, si è raccolta nella Basilica di San Pietro in un commosso momento di partecipazione e vicinanza alla famiglia di Lino Guarrera, l’uomo tragicamente ucciso lo scorso 11 luglio a seguito di una violenta aggressione culminata per mano del fratello, Giovanni.
Nel tentativo di fermare la furia dell’uomo sono intervenuti anche la figlia della vittima e l’anziano padre di 89 anni.
Entrambi hanno cercato coraggiosamente di disarmare Giovanni, ma l’aggressore si è scagliato anche contro di loro. Per Lino, purtroppo, non c’è stato nulla da fare: colpito mortalmente al collo con la recisione della giugulare, è crollato a terra in una pozza di sangue davanti a una palazzina di via Cafiero. Sia la figlia che l’anziano padre sono rimasti feriti. A bloccare e disarmare definitivamente l’omicida è stato l’intervento tempestivo di un altro rivenditore di pesce della zona.
Nell’omelia Padre Marco Catalano, arciprete parroco della basilica di San Pietro, ha espresso un messaggio di commiato e speranza cristiana.
«Ci stringiamo oggi in un saluto cristiano segnato da un profondo dolore, da amarezza e rammarico. È un distacco difficile da accettare, soprattutto perché non è arrivato per cause naturali o per una malattia, ma attraverso un atto violento che era stato in qualche modo preannunciato.
Questa morte ha scosso fin dalle fondamenta l’intera nostra comunità, che si ritrova unita nel lutto cittadino. Una mano omicida e un cuore ottenebrato dal male hanno riproposto, purtroppo, la tragica pagina biblica di Caino ed Abele, ricordandoci quanto la fraternità sia un bene prezioso e fragile, su cui abbiamo il dovere di vigilare costantemente.
In questo momento di buio, il nostro compito è volgere lo sguardo verso la Parola di Dio, l’unica forza capace di sollevarci da questo abisso. Per noi cristiani, la morte non è la fine di tutto, ma la continuazione della vita nella sua dimensione celeste. È questo il passaggio che il nostro fratello Lino sta vivendo in questo momento.
Lino ha vissuto una vita di sacrificio, ma è stata anche una vita felice, perché ha saputo amare ed è stato profondamente amato. Ricorderemo sempre la sua bontà, la sua generosità, la sua visione positiva dell’esistenza, insieme alla sua pazienza e alla sua determinazione. Il volto sorridente di Lino, che trasmetteva così tanta umanità, mancherà a tutti noi. Il suo cuore continuerà ad amare per sempre, e noi dobbiamo ricambiare questo amore attraverso il ricordo, la preghiera e il suffragio, certi che il nostro fratello risorgerà alla vita eterna.
A voi familiari va il nostro abbraccio più grande. Il dolore è immenso e sappiamo che nessuna parola o gesto umano potrà colmare il vuoto lasciato da Lino. Solo la Parola di Dio può restituirvi fiducia, speranza e vera consolazione. Custodite i suoi insegnamenti, sapendo che Lino vi attende in Cielo. Ora, come comunità, siamo chiamati ad agire con garbo e profondo rispetto.
Lino era profondamente devoto a San Pietro, a San Pio e alla Madonna della Catena. A loro affidiamo la sua anima, affinché lo liberino da ogni catena di male e lo accolgano nella beatitudine eterna.
La nostra preghiera oggi sale al Padre per un duplice dono: chiediamo che conceda il pentimento e la conversione a chi ha provocato così tanto dolore, e che doni pace e consolazione a tutti coloro che oggi lo stanno subendo».
Il commovente saluto della figlia: «Ci sono nomi che restano scolpiti nel tempo, legati a una stima profonda che si costruisce solo attraverso i fatti. Mio padre è uno di questi: rimarrà nella memoria di Riposto e non solo come un uomo profondamente stimato, che ha vissuto ogni giorno della sua vita con immensa dignità. Era un uomo speciale, che aveva ancora tantissimo da dare e da offrire a tutti noi.
Poi ci sono altri nomi, come quello di Caino. Nomi associati ad animi miseri e reietti, capaci solo di distruggere una famiglia e una comunità intera. Ma il fango non può toccare la luce: il nome di mio padre sarà ricordato per sempre solo con affetto, rispetto e immensa stima.
Il male non ha l’ultima parola. Il bene che papà ha seminato continua a vivere nella nostra memoria, nel nostro affetto e nel suo esempio luminoso.
Tu, papà, continuerai a vivere attraverso di noi. La tua famiglia porterà sempre il tuo nome in alto, con orgoglio. Lavorerò e lotterò finché avrò vita per renderti onore. Ti amo, papà».







