76.801,61 euro sono stati assegnati a Giarre dall’Assessorato regionale per le Autonomie locali e la funzione pubblica tramite il decreto assessoriale n. 265 del 27 maggio 2026 per finanziare la valorizzazione culturale del patrimonio artistico e museale. Nel complesso, il provvedimento stanzia 4 milioni di euro per i Comuni siciliani nei cui territori ricadono siti e geoparchi Unesco: Giarre rientra essendo uno dei 20 Comuni che ricadono nel perimetro del Vulcano Etna, dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2013.
Il vice presidente del Consiglio comunale, Raffaele Musumeci, ha chiesto all’amministrazione di utilizzare questo finanziamento per riqualificare l’illuminazione e il decoro urbano dell’intera area del camposanto vecchio, comprese le cripte di Sant’Agata. Musumeci ha, altresì, chiesto all’amministrazione di promuovere le visite in questo sito, anche coinvolgendo guide e agenzie operanti nel settore del turismo.
L’area del camposanto vecchio, prima denominata piazza Marino e poi ribattezzata piazza De Andrè, è stata riqualificata durante la sindacatura di Teresa Sodano. Per la sua posizione, alle spalle del cupolone del Duomo di Giarre, è particolarmente suggestiva; centrale ma defilata, si presta per ospitare eventi estivi, culturali, ma, come tante opere giarrese, anche questa è finita nel dimenticatoio o, peggio, è oggetto di frequentazioni scarsamente raccomandabili.
Le cripte di Sant’Agata che costeggiano la piazza sono state definite dal Fai l’unica vera area archeologica sotterranea di Giarre e sono ciò che resta dell’antica Chiesa di Sant’Agata, un edificio religioso risalente ai primi secoli di sviluppo del borgo che poi diventerà Giarre, edificio poi demolito o crollato.
Questo tipo di finanziamenti sono rivolti a precise finalità, quindi, non possono essere utilizzati, ad esempio, per il rifacimento del manto stradale, come azzarderebbe qualche leone da tastiera che sconosce come funzionano i finanziamenti pubblici. Potrebbero, invece, ad esempio, essere destinati al museo Genti dell’Etna di Macchia, ma sarebbero del tutto insufficienti, oppure alla Chiesa del convento, già oggetto di altro finanziamento.







