Bancarotta fraudolenta: buco per oltre 3 milioni di euro. Sequestrata azienda di telecomunicazioni -
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Bancarotta fraudolenta: buco per oltre 3 milioni di euro. Sequestrata azienda di telecomunicazioni

Bancarotta fraudolenta: buco per oltre 3 milioni di euro. Sequestrata azienda di telecomunicazioni

Nell’ambito di attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione al provvedimento con cui il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro delle quote e dell’intero compendio aziendale della società “Nuove Tecnologie Telefoniche Impianti S.r.l.” (NTTI), con sede a Caltagirone, operante nel settore dell’installazione di apparecchi elettrici ed elettronici per telecomunicazioni.

Le indagini, svolte da unità specializzate del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria etneo sono state avviate a seguito della procedura di liquidazione giudiziale della società “Nuove Tecnologie Impianti S.r.l.” (NTI), gravata da ingenti debiti erariali e previdenziali per oltre 3,2 milioni di euro.

Gli approfondimenti investigativi, ferma restando la presunzione d’innocenza delle persone sottoposte a indagine, valevole ora e fino a condanna definitiva, avrebbero permesso di rilevare gravi indizi del delitto di bancarotta fraudolenta, aggravata dal danno di rilevante entità, a carico dei coniugi Monastra Rosetta (cl. 1973) e Guarriera Rosario (cl. 1972), oltre che del cugino di quest’ultimo Marchese Orazio Salvatore (cl. 1968), i quali avrebbero attuato uno schema illecito diretto a depauperare il patrimonio della società indebitata “Nuove Tecnologie Impianti S.r.l. ” (cd. “old company”), ora fallita, a favore dell’impresa di nuova costituzione “Nuove Tecnologie Telefoniche Impianti S.r.l.” (cd. “new company”), riconducibile ai medesimi imprenditori.

In particolare, sarebbe stato rilevato in primo luogo che – nonostante le passività progressivamente maturate dalla “Nuove Tecnologie Impianti S.r.l.” a partire dal 2010 fino alla liquidazione giudiziale – i relativi amministratori avrebbero omesso di convocare l’assemblea dei soci per deliberare l’aumento del capitale sociale o per depositare i libri contabili in Tribunale e chiedere il fallimento, proseguendo l’attività aziendale fino al dissesto senza effettuare i pagamenti degli oneri tributari e previdenziali dovuti dalla società.

Inoltre, sarebbe emerso che Guarriera Rosario, in qualità di amministratore di fatto, e Monastra Rosetta, quale amministratrice di diritto della fallita, oltre ad avere distratto una somma di circa 540.000 euro dai conti correnti aziendali, giustificandoli come rimborsi spese e anticipazioni a proprio favore, avrebbero ceduto alla nuova società, formalmente amministrata dal cugino Marchese Orazio, ma in concreto gestita da Guarriera, il ramo d’azienda, trasferendo il personale dipendente, l’avviamento, le attrezzature, gli automezzi e le commesse in atto con un importante operatore nazionale del settore delle telecomunicazioni. A fronte di tale cessione, la società acquirente si sarebbe accollata esclusivamente il debito del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato dai dipendenti trasferiti alla newco, senza dunque alcun trasferimento effettivo di denaro.

Da ciò sarebbe derivato, in altri termini, un trasferimento solo formale considerato che la nuova società avrebbe condiviso con la “old compmry’ la compagine gestoria, gli asset, i contratti, il know-how e la stessa sede operativa.

Sulla scorta del quadro indiziario raccolto e su proposta di questa Procura, il G.I.P. presso il locale Tribunale ha quindi disposto il sequestro “impeditivo” (ovvero finalizzato a evitare l’aggravamento delle conseguenze dei reati commessi) delle quote societarie e dell’intero compendio aziendale della “Nuove Tecnologie Telefoniche Impianti S.r.l.” per un valore stimato di circa 600 mila euro, nominando contestualmente un amministratore giudiziario per consentire la prosecuzione dell’attività imprenditoriale.

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