“A Giarre l’acqua costa più dello champagne”. Uno slogan politico di qualche anno fa che oggi, per molti cittadini, suona meno come una provocazione e più come una drammatica realtà.
Il passaggio del servizio idrico alla Sie continua infatti a scatenare polemiche e proteste. Le bollette recapitate in queste settimane ai giarresi vengono definite da molti utenti “astronomiche”, con importi lievitati e fatturazioni ritenute confusionarie e difficili da interpretare.
Nel mirino finiscono soprattutto le numerose voci presenti nei conteggi, ma anche l’applicazione del “deposito cauzionale” persino su contratti già esistenti, elemento che ha fatto esplodere la rabbia di molti utenti convinti di trovarsi davanti a costi aggiuntivi ingiustificati.
A peggiorare la situazione, denunciano i cittadini, c’è l’assistenza praticamente inesistente. L’ufficio dedicato presso il Comune di Giarre apre infatti appena una volta a settimana e riceve al massimo 25 utenti per volta, lasciando decine di persone senza risposte e costrette a lunghe attese.
Nel frattempo, in diversi Comuni del comprensorio iniziano ad arrivare prese di posizione ufficiali contro la gestione del servizio. A Riposto, ad esempio, il sindaco Davide Vasta ha già formalmente diffidato la Sie.
A Giarre, invece, a suonare la carica è il presidente del Consiglio comunale Giovanni Barbagallo, che con una nota durissima chiama direttamente in causa il sindaco Leo Cantarella.
“La gestione Sie si sta rivelando disastrosa sotto tutti i punti di vista. È inammissibile che i cittadini ricevano bollette da migliaia di euro e vedano il costo dell’acqua triplicato. Peggio ancora, le fatture risultano spesso incomprensibili e gli utenti si trovano completamente smarriti, anche a causa della disponibilità limitatissima degli uffici”.
Poi l’affondo politico: “Il sindaco Cantarella continua però a guardare altrove, preferendo girare per i Comuni vicini a festeggiare l’elezione di altri sindaci anziché intervenire concretamente e diffidare la Sie, come hanno già fatto molti altri amministratori. La misura è colma. Se il sindaco non farà valere immediatamente la sua autorità istituzionale, chiederò la convocazione di un Consiglio comunale straordinario per discutere della vicenda e accertare eventuali responsabilità e omissioni”.
Parole che certificano come il caso bollette stia ormai assumendo una dimensione politica esplosiva.
Perché il problema non riguarda soltanto gli aumenti, ma anche la sensazione diffusa di disorganizzazione e mancanza di tutela verso gli utenti. E mentre i cittadini cercano di capire bollette sempre più complicate, cresce la pressione su Palazzo di Città affinché venga presa una posizione chiara contro una gestione che, almeno per ora, sembra aver convinto davvero pochi.






