Gli agenti della squadra mobile su disposizione della Procura di Catania, hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di un uomo di 51 anni e di una donna di 48, indagati a vario titolo per circonvenzione di incapace e tentata appropriazione indebita, reati contestati in forma pluriaggravata.
Le indagini, nate da una precisa segnalazione dei funzionari di un istituto bancario del capoluogo etneo, hanno permesso di documentare le fasi di un’attività criminosa che mirava a spogliare la vittima – una donna facoltosa e priva di parenti stretti – dei suoi averi.
Le attività di indagine hanno consentito, infatti, di identificare gli indagati, intenti a realizzare una serie di operazioni necessarie per appropriarsi del patrimonio della vittima, ammontante a circa 3 milioni di euro.
Il 24 novembre 2025 era stata eseguita la prima trance dell’operazione con la sottoposizione alla misura della custodia cautelare in carcere di una fioraia, ritenuta “deus ex machina” dell’intera operazione illecita, e degli arresti domiciliari di un avvocato. In particolare la fioraia, vicina di casa dell’anziana, ha svolto il ruolo più importante, accaparrandosi la fiducia della vittima, manipolandola, isolandola dal contesto esterno e rendendola completamente dipendente da lei e da sua figlia.
La vittima, ottantacinquenne, era stata isolata in casa dalla fioraia che l’aveva invitata a non avere alcun contatto, anche solo telefonico, con parenti o persone estranee se non tramite lei.
All’anziana era stato di fatto reso impossibile anche il ricevimento della corrispondenza, in quanto la stessa indagata aveva anche invitato il portiere dello stabile a consegnarla esclusivamente a lei.
Al fine di realizzare il progetto criminale, mascherato da una parvenza di legalità, si è resa necessaria l’individuazione di professionisti e tecnici che hanno aiutato la donna, ciascuno con le proprie competenze e conoscenze di settore, con la promessa di compensi.
Tra loro anche un avvocato con il compito di curare il trasferimento del patrimonio finanziario della anziana donna ad un nuovo istituto di credito, attraverso l’intervento compiacente del consulente finanziario, destinatario della misura.
Fondamentale è stato il contributo di una segretaria di uno studio notarile catanese anche lei destinataria del provvedimento che, grazie all’esperienza maturata, ha suggerito la modalità più agevole per perfezionare l’azione criminosa, facendo redigere una procura speciale in favore dell’avvocato, una generale per la fioraia e un nuovo testamento dell’anziana finalizzato a revocare quello precedente, redatto lo scorso anno, che prevedeva la devoluzione dell’intero patrimonio a un ente religioso legato a Padre Pio, con la nomina della fioraia quale erede universale.
Durante l’attività è stata documentata una presunta elargizione di denaro della fioraia nei confronti della collaboratrice dello studio notarile, a titolo di remunerazione dell’attività illecita svolta, giustificata dalla stessa, in sede di interrogatorio preventivo, come “lauta mancia” per il lavoro espletato pari (a dire della stessa) a 300,00 euro, da considerarsi, invece, come vero e proprio profitto a titolo di compenso per l’aiuto morale e materiale prestato per la realizzazione del disegno criminoso.
Dalle indagini svolte è emerso che la fioraia, su suggerimento della stessa segretaria dello studio notarile si stesse adoperando per ottenere un certificato da un medico, attestante la capacità d’intendere e di volere dell’anziana che, invece, è risultata avere un deficit dei processi cognitivi ed una riduzione dell’orientamento temporale.
All’anziana vittima, già dopo la prima fase di esecuzione, è stato nominato un curatore, che sta provvedendo alla sua assistenza.






