Giarre, dopo la pausa natalizia il Consiglio comunale riparte… senza maggioranza. Seduta deserta e rinvio -
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Giarre, dopo la pausa natalizia il Consiglio comunale riparte… senza maggioranza. Seduta deserta e rinvio

Giarre, dopo la pausa natalizia il Consiglio comunale riparte… senza maggioranza. Seduta deserta e rinvio

Smaltiti pandori, brindisi e buoni propositi, il Consiglio comunale di Giarre avrebbe dovuto tornare in aula ieri sera, 12 gennaio, con una seduta convocata dal presidente Giovanni Barbagallo per affrontare temi di rilievo nell’agenda politica cittadina. Ma all’appello delle ore 20, nella sala consiliare, il dato è stato impietoso: la maggioranza, semplicemente, non c’era. Assenti oltre la metà dei consiglieri che sostengono l’amministrazione Cantarella. Seduta deserta, consiglio rimandato di 24 ore.

Tra i punti all’ordine del giorno spiccavano due atti di indirizzo molto attesi. Il primo, a firma del consigliere Raffaele Musumeci, sollecita lo stanziamento urgente di 100mila euro per affrontare l’emergenza buche stradali che sta letteralmente mettendo in ginocchio la viabilità urbana.

Il secondo, proposto dal consigliere Gabriele Di Grazia, mira ad avviare un percorso per aderire alla cosiddetta “rottamazione” dei tributi, consentendo ai cittadini in difficoltà economica di regolarizzare le proprie posizioni senza sanzioni, more o interessi.

Due temi concreti, vicini ai bisogni della cittadinanza, che però non sono stati nemmeno discussi. Colpa di un’assenza di massa tra i ranghi della maggioranza che, nei numeri e nei segnali politici, sembra ormai traballante.

Il dato è emblematico: su 12 consiglieri che dovrebbero sostenere la giunta Cantarella, ben più della metà erano assenti. Non si tratta più di un semplice caso o di “mal di rientro” post-festivo, ma del riflesso visibile di una maggioranza logorata, che fatica persino a garantire il numero legale minimo per avviare i lavori d’aula.

La falsa partenza di ieri suona come un campanello d’allarme. E mentre il Sindaco Leo Cantarella ha annunciato da tempo la volontà di ricandidarsi, lo scenario interno al Palazzo di Città dice tutt’altro: mancanza di coesione, consiglieri disillusi, partiti confusi e alleanze incerte. La sensazione più diffusa tra i cittadini è che – ben prima del voto – questa consiliatura sia già ai titoli di coda.

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