Quando la politica si muove, spesso lo fa in silenzio. Ma stavolta a parlare è una foto che vale più di mille parole. Protagonisti dell’immagine sono Leo Cantarella, attuale sindaco di Giarre, e Enzo Caragliano, ex sindaco di Riposto. Il luogo? Un noto bar di Macchia, frazione natia del sindaco di Giarre. Il momento? Nient’affatto casuale.
Durante l’incontro, Caragliano ha registrato un video di replica all’attuale sindaco di Riposto Davide Vasta sulla vicenda del finanziamento regionale per il lungomare Edoardo Pantano, vicenda già oggetto di tensioni tra amministrazioni e tra anime della politica locale. Ma la presenza di Cantarella non è passata inosservata. Non era lì per caso. E quel video, girato sotto i suoi occhi, potrebbe essere solo la scena madre di un nuovo patto politico, un asse trasversale destinato a ridisegnare gli equilibri tra i due comuni etnei.
Difficile pensare che si sia trattato solo di una “colazione tra amici”.
La regia è politica e l’obiettivo potrebbe essere duplice: Cantarella punta al bis a Giarre, ma deve costruire (o ricostruire) una base più solida, viste le tante crepe emerse nella sua maggioranza. Caragliano, invece, guarda a Riposto e sogna il ritorno, magari sfruttando i malumori interni alla compagine del sindaco Vasta.
Così potrebbe nascere una nuova “fratellanza amministrativa” tra Giarre e Riposto, fondata su obiettivi comuni e un mutuo sostegno elettorale. Un’intesa che potrebbe passare per scambi di visibilità, appoggi politici reciproci, e magari liste civiche coordinate sotto traccia.
Ma cosa ne penseranno i partiti? Forza Italia, Fratelli d’Italia, MPA, Lega e gli altri attori locali, finora divisi su più fronti, potrebbero trovarsi spiazzati da un asse che nasce fuori dalle segreterie e dalle stanze istituzionali. In particolare, sarà interessante capire come reagirà Fratelli d’Italia, che a Giarre vanta più anime in competizione tra loro e a Riposto ha sempre mantenuto un profilo più istituzionale.
Intanto, nel silenzio (apparente) dei diretti interessati, la foto resta lì a parlare. E dietro quell’immagine c’è forse l’inizio di un nuovo schema politico: due città, due sindaci (uno in carica, l’altro in attesa), un patto non scritto ma già in movimento. Oppure no, ed è tutta un fantasia.
Il gioco è iniziato. E sotto la cenere, qualcosa già brucia.









