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Trepunti, la frazione delle incompiute e del degrado

Trepunti, la frazione delle incompiute e del degrado

Benvenuti a Trepunti, frazione che, oltre ad ospitare un piccolo cimitero di strutture cementizie abbandonate nel degrado, continua a subire gli effetti di un traffico insostenibile proveniente dalla vicina rete autostradale. Sullo sfondo una ragnatela di segnali. Molti dei quali hanno letteralmente tappezzato il prospetto esterno di una casa che si affaccia sulla Statale e che disorientano gli automobilisti che giungono a Giarre.

Dicevamo le incompiute a Trepunti. Un caso emblematico rappresentato, in particolare, dal gigantesco parco regionale di via San Matteo, le cui opere interne (arene, campi da tennis e pista per automodellismo) sono state coperte da enormi dune di cenere vulcanica. Il sito è stato infatti scelto come uno dei punti d stoccaggio del materiale piroclastico, trasformando il parco in un paesaggio lunare. Dove purtroppo non mancano i materiali ingombranti abbandonati anche a ridosso della strada cui, ciclicamente, ignoti danno fuoco, procurando un inquinamento ambientale per via dei fumi tossici sprigionati dai roghi.

Del parco e della sua sorte non si hanno notizie da decenni. Sembra assodato che non vi siano speranze perchè possa essere finalmente rivitalizzato quello che potenzialmente potrebbe essere un polmone verde a servizio della frazione giarrese.

A Trepunti, lungo la martoriata via Giusti (la pavimentazione stradale da lungo tempo è ridotta ai minimi termini, mettendo a dura prova ammortizzatori e pneumatici delle auto) ricadono altre due storiche opere incompiute, entrambi risalenti agli Anni ‘80: la piscina di via Giusti, con accanto il centro polifunzionale, le cui strutture cementizie, esposte agli agenti atmosferici, si presentano gravemente logorate dalle infiltrazioni. La piscina è sommersa da una selva di sterpaglie e sul suo destino sono falliti negli anni i tentativi di concretizzare progetti di finanza o di interventi finanziari.

Quanto al centro polifunzionale di via Giusti, la struttura si presenta vistosamente pericolante. Circondata da piccoli orti fai da te, lo scheletro cementizio primeggia in tutto il suo aspetto tetro.

Appena insediatasi l’amministrazione Cantarella, a margine di un tavolo con la Regione, su richiesta dell’assessorato alle Infrastrutture, è stata preparata una dettagliata relazione sulle opere incompiute per un monitoraggio regionale.

“Abbiamo presentato la relazione ma, a distanza di due anni – ammette l’assessore ai Lavori pubblici, Claudio Raciti – non abbiamo più avuto notizie”.

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