Operazione antimafia della Polizia di Catania contro il clan Pillera-Puntina. Decine di agenti stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, sugli “interessi criminali di soggetti legati, anche da vincoli di sangue a Giacomo Maurizio Ieni”. Complessivamente 18 indagati, accusati a vario titolo di estorsione, usura e droga.
Le indagini sono state coordinate dalla sezione Reati contro il patrimonio e Pubblica Amministrazione. L’inchiesta ha permesso di ricostruire un sistema criminale di estorsioni eseguite con metodo mafioso.
I reati ipotizzati dal gip, a vario titolo, sono detenzione e porto di armi comuni da sparo, estorsione aggravata dal metodo mafioso, usura, trasferimento fraudolento di valori, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante dell’essere l’associazione armata, nonché di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Durante le indagini della Squadra mobile, tra il 2021 e il 2022, a riscontro delle risultanze investigative sono stati eseguiti diversi arresti in flagranza di reato per estorsione e spaccio di stupefacenti. Destinatari della misura cautelare sono anche appartenenti ad altri gruppi mafiosi catanesi. Dettagli sull’operazione, denominata ‘Doppio petto’, saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà alle 10.30 negli uffici della Questura.
LE INDAGINI DELLA POLIZIA
L’azione investigativa promossa nei confronti dei sopra indicati soggetti consentiva di far emergere altre attività imprenditoriali estorte, con analogo metodo, dalle quali gli stretti congiunti di Giacomo Maurizio Ieni avrebbero ricevuto entrate fisse: alcune nella forma tradizionale, ossia con il pagamento periodico di denaro per ottenere la famigerata protezione; altre ottenute tramite imposizione di tassi di sconto fuori mercato, in qualunque stagione dell’anno, su capi di abbigliamento di marca, il tutto ai danni di titolari di noti e rinomati negozi catanesi.
In tale cornice, si indagava a fondo su tutti gli altri affari illeciti della famiglia Ieni, ed in particolare, su quello del traffico delle sostanze stupefacenti, della cui gestione si sarebbe occupato l’altro figlio, Francesco, inteso u Castoru.
Su tale versante, si aveva modo di verificare come il business messo in piedi da Francesco Ieni sarebbe stato strutturato – non tanto sulla gestione diretta di una piazza di spaccio – bensì sul loro materiale approvvigionamento, mediante un lucroso network che avrebbe previsto l’acquisto all’ingrosso della droga, dalla Calabria per la cocaina e dalla Spagna per la marijuana, e la successiva vendita al dettaglio ai responsabili delle piazze catanesi e non solo.
Tale politica criminale, che sarebbe stata basata di fatto su un’organizzazione semplice, imperniata su Francesco Ieni che avrebbe gestito i rapporti con i trafficanti per l’acquisto della sostanza stupefacente e sui sodali che si occupavano della logistica – avrebbe avuto il vantaggio di non entrare in conflitto con gruppi delinquenziali concorrenti per il controllo ed il predominio delle piazze di spaccio, ma, al contrario, di avere con questi rapporti di affari.
In proposito, dallo sviluppo delle attività di indagini preliminari si ipotizzavano cointeressenze economiche con esponenti dei Cappello-Bonaccorsi e del gruppo Nizza, facente parte della famiglia di cosa nostra denominata Santapaola- Ercolano, per questo destinatari della misura cautelare.
Circoscritti gli interessi illeciti intorno ai settori dell’estorsione e del traffico di sostanze stupefacenti, in costanza d’indagini, venivano condotte operazioni considerate di riscontro che portavano agli arresti in flagranza: di Giovanni Ruggeri Ruggeri, per estorsione aggravata dal metodo mafioso, qualche giorno prima delle festività natalizie (18.12.2021) con il sequestro della rata estorsiva di 4.000 euro, poi riconsegnata all’imprenditore; di Francesco Cristaldi, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, il 10.02.2022, con il sequestro complessivo di poco più di 10 kg tra marijuana, cocaina e hashish; in data 12.02.2022, di Francesca Viglianesi, moglie di Giacomo Maurizio Ieni, in ordine al reato di usura.
Infine, le investigazioni avrebbero consentito di appurare come in capo al defunto Giacomo Maurizio Ieni fosse da ricondurre la “contitolarità” di un esercizio commerciale di ristorazione e somministrazione di bevande, attesa la decisiva ingerenza, sua e dei familiari, nella gestione di fatto dell’anzidetta attività economica.
Il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta dei Pubblici Ministeri titolari del relativo fascicolo d’indagine, ha quindi disposto, per 14 indagati, l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere e per i 4 restanti, quella degli arresti domiciliari.
La fase esecutiva sviluppatasi nel corso della mattinata dell’1 dicembre, con traduzione presso la locale Casa Circondariale, ha coinvolto, oltre che gli operatori della Squadra Mobile etnea, quelli dell’omologo organo investigativo di Messina, equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine della Sicilia Orientale, qui inviati a supporto dalla Direzione Centrale Anticrimine, nonché personale di altre articolazioni della locale Questura ed unità specializzate di Polizia Scientifica.
I NOMI
Le misure cautelari sono state notificate a Italo Andrea Abratuzzato di 49 anni, Riccardo Romano Di Mauro di 61 anni, Orazio Finocchiaro di 51 anni, Dario Giuseppe Antonio Ieni di 31 anni, Franceco Ieni di 41 anni, Giuseppe Longo di 45 anni, Francesco Magrì di 52 anni, Graziella Loredana Nicolosi di 45 anni, Rosario Platania di 36 anni, Giuseppe Raneri di 51 anni, Giuseppe Russo di 24 anni, Massimo Spina di 56 anni, Giuseppe Varoncelli di 45 anni, Francesca Viglianesi di 70 anni, Stella Mannino di 58 anni, Helmi Toui di 35 anni, Claudio Natalizio Minnella di 55 anni e Enrico Cristaldi di 57 anni.







