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Isola Catania tra i modelli europei di innovazione sociale: il riconoscimento della Commissione UE

Isola Catania tra i modelli europei di innovazione sociale: il riconoscimento della Commissione UE

L’impresa sociale guidata da Antonio Perdichizzi è l’unica realtà italiana e del Sud Europa citata tra i casi esemplificativi in un rapporto europeo. Una rete di oltre cento organizzazioni che punta a creare opportunità per i giovani e favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio.

Un’importante esperienza imprenditoriale del territorio etneo ottiene un riconoscimento di livello europeo. Isola Catania, l’hub di innovazione sociale guidato da Antonio Perdichizzi, è stato inserito tra i casi esemplificativi di imprese a impatto in un rapporto realizzato per la Commissione europea.

Il documento, intitolato Impact-driven businesses in the EU: State of play and future prospects, è stato elaborato da WYG per la Direzione generale Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI (DG GROW) della Commissione europea e pubblicato l’11 settembre 2026.

Isola Catania è l’unica impresa italiana e dell’Europa meridionale presente tra i casi aziendali evidenziati nello studio, accanto a realtà internazionali come Fairphone, Tony’s Chocolonely e Triodos Bank, tutte con sede nei Paesi Bassi.

Un risultato che valorizza non soltanto la città di Catania, ma più in generale il territorio etneo e la capacità delle sue realtà imprenditoriali di sviluppare modelli innovativi riconosciuti anche fuori dai confini nazionali.

Una rete di oltre cento organizzazioni per creare nuove opportunità

Il modello di Isola Catania si fonda su un principio semplice: mettere insieme persone, competenze, imprese e organizzazioni per costruire opportunità che difficilmente potrebbero nascere attraverso iniziative isolate.

L’hub catanese è descritto nel rapporto europeo come un Impact Community Hub, una struttura che utilizza spazi fisici, attività formative e iniziative imprenditoriali per favorire la collaborazione e generare benefici per la comunità.

Sono oltre cento le organizzazioni coinvolte nella rete, tra startup, piccole e medie imprese, fondazioni, enti del Terzo settore e gruppi informali che collaborano alla realizzazione di progetti comuni.

L’obiettivo è contribuire ad affrontare alcune delle difficoltà che interessano anche il comprensorio ionico-etneo: la necessità di creare nuove opportunità lavorative, valorizzare le competenze dei giovani e favorire la nascita di attività imprenditoriali innovative.

Questioni che riguardano da vicino anche centri come Giarre, Riposto, Acireale e gli altri comuni dell’area etnea, dove la possibilità di trattenere i talenti e sostenere nuove iniziative economiche rappresenta una sfida importante per il futuro.

Il rapporto europeo sottolinea in particolare la capacità di Isola di utilizzare gli spazi non soltanto come luoghi di lavoro, ma come strumenti per creare relazioni, condividere conoscenze e sviluppare progetti.

L’Europa guarda alle imprese che generano valore per la comunità

Il riconoscimento si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro dell’imprenditoria europea.

Il rapporto della Commissione, realizzato attraverso 242 risposte a una consultazione, 57 interviste e un workshop, analizza le caratteristiche delle cosiddette imprese a impatto: organizzazioni che integrano nel proprio modello economico obiettivi sociali e ambientali.

L’idea di fondo è che un’impresa possa essere economicamente sostenibile e, contemporaneamente, contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità nelle quali opera.

Tra gli aspetti considerati fondamentali figurano la capacità di generare risultati concreti, la collaborazione tra soggetti differenti e la misurazione dei benefici prodotti.

Una prospettiva particolarmente interessante per il territorio siciliano, dove le piccole e medie imprese costituiscono una componente essenziale dell’economia e la collaborazione può contribuire ad ampliare le opportunità di crescita.

Antonio Perdichizzi: «La Sicilia può essere un laboratorio europeo»

A commentare il risultato è Antonio Perdichizzi, alla guida di Isola Catania, che attribuisce il riconoscimento al lavoro dell’intera comunità.

«Questo riconoscimento appartiene alla comunità di Isola: le persone del team e le oltre cento organizzazioni che ogni giorno scelgono di collaborare e investire insieme. L’Europa cerca un linguaggio comune per le imprese a impatto, e la Sicilia può esserne un laboratorio. Ne parleremo il 17 novembre al Forum dell’economia sociale e delle nuove imprese a impatto, per trasformare questo riconoscimento in un impegno condiviso: misurare con rigore ciò che generiamo e abilitare il potenziale delle nuove generazioni».

Il 17 novembre a Catania il Forum dell’economia sociale

Il riconoscimento europeo sarà uno dei temi di confronto del Forum dell’economia sociale e delle nuove imprese a impatto, in programma il 17 novembre a Catania.

L’iniziativa, promossa da Isola Catania, sarà dedicata alle imprese che riescono a coniugare attività economica e benefici per la collettività.

L’attenzione sarà rivolta in particolare a tre settori: le imprese culturali e creative, quelle del digitale e della tecnologia e le attività della filiera agroalimentare.

Si tratta di ambiti che presentano opportunità anche per il territorio ionico-etneo, caratterizzato da un patrimonio culturale e paesaggistico significativo, da produzioni agricole di qualità e da un tessuto di piccole imprese che possono trovare nell’innovazione nuove possibilità di sviluppo.

Isola Catania è inoltre partner di Innovation Island, la rete che promuove l’incontro tra imprese, startup, università e istituzioni per rafforzare l’ecosistema dell’innovazione in Sicilia.

Un segnale positivo per tutto il territorio etneo

Il riconoscimento ottenuto da Isola Catania dimostra che anche dalla Sicilia orientale possono nascere esperienze imprenditoriali capaci di ottenere attenzione e considerazione a livello internazionale.

Per i giovani del territorio, per chi vuole avviare un’attività e per le imprese già esistenti, esperienze di questo tipo rappresentano un esempio delle opportunità che possono derivare dalla collaborazione e dalla condivisione delle competenze.

La sfida è trasformare questi modelli in occasioni concrete di sviluppo anche al di fuori dei principali centri urbani, coinvolgendo i territori, le imprese locali e le nuove generazioni.

È una prospettiva che riguarda direttamente anche il comprensorio di Giarre e dell’area ionico-etnea, dove innovazione, formazione e capacità di fare rete possono contribuire a costruire nuove opportunità economiche e professionali.

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