L’uomo avrebbe fatto irruzione in uno studio legale chiedendo la somma come risarcimento per una causa civile persa. Decisiva per le indagini la registrazione audio dell’incontro.
Si sarebbe presentato in uno studio legale di Acireale con una pistola, avrebbe minacciato di morte i professionisti presenti e preteso 100mila euro come risarcimento per una vicenda giudiziaria civile conclusa a suo sfavore. Per un uomo di 56 anni è scattata la custodia cautelare in carcere, disposta dal gip del Tribunale di Messina su richiesta della Procura.
Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato di Acireale nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura distrettuale di Catania. L’uomo è indagato per gravi minacce e tentata estorsione, aggravate dall’utilizzo di un’arma da fuoco.
La richiesta di 100mila euro nello studio legale

I fatti contestati risalgono al 28 settembre, quando il 56enne si sarebbe presentato in uno studio professionale di avvocati in evidente stato di alterazione. Durante l’incontro, durato circa mezz’ora, avrebbe minacciato di morte le persone presenti, mostrando la pistola che portava con sé.
Al centro della vicenda, una causa civile nella quale l’uomo era risultato soccombente. Ritenendosi danneggiato, avrebbe preteso dai professionisti il pagamento di 100mila euro, presentando la somma come un risarcimento per i danni che sosteneva di aver subito.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la richiesta sarebbe stata accompagnata da minacce e dalla prospettazione di conseguenze violente in caso di mancata consegna del denaro.
La registrazione audio al vaglio degli investigatori
Dopo l’intervento, gli agenti della Squadra investigativa del Commissariato di Acireale hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto e raccogliere elementi a sostegno delle contestazioni.
Un contributo importante sarebbe arrivato da una registrazione audio dell’incontro, successivamente analizzata e trascritta. Il materiale avrebbe consentito agli investigatori di documentare il contenuto delle minacce e le richieste di denaro attribuite all’indagato.
Gli approfondimenti avrebbero inoltre fatto emergere precedenti episodi di minacce nei confronti di persone coinvolte, a vario titolo, nella controversia giudiziaria. Tra queste figurerebbero alcuni esponenti politici locali e un giudice del Tribunale di Catania che si era occupato della causa civile. L’uomo li avrebbe accusati di irregolarità, infedele patrocinio o falsificazione di atti e documenti.
In passato altri episodi e misure cautelari
Nel valutare la richiesta di custodia in carcere, l’autorità giudiziaria ha considerato anche il rischio di reiterazione delle condotte contestate, alla luce degli episodi precedenti e delle misure cautelari non custodiali già applicate all’uomo.
In una precedente circostanza, il 56enne sarebbe stato coinvolto in un episodio culminato nell’aggressione di personale della Polizia Locale e in una situazione di pericolo che aveva richiesto l’intervento di operatori specializzati delle forze dell’ordine e di un negoziatore.
Il gip del Tribunale di Messina ha quindi disposto la custodia cautelare in carcere, ritenuta adeguata a fronteggiare le esigenze cautelari evidenziate dagli inquirenti.
Al termine degli adempimenti di rito, il 56enne è stato condotto nella casa circondariale Piazza Lanza di Catania, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento: l’indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale condanna definitiva.







