Il presidente della Repubblica ha concesso la grazia parziale al commerciante condannato a 12 anni e 4 mesi per la morte di due rapinatori e il ferimento di un terzo durante una rapina nel 2008. Estinti 3 anni e 2 mesi di pena
Diciotto anni dopo la rapina che cambiò per sempre la sua vita, per Guido Gianni arriva la grazia del presidente della Repubblica.
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha firmato ieri il decreto di grazia parziale nei confronti del gioielliere di Nicolosi, 66enne, condannato a 12 anni e 4 mesi di reclusione per duplice omicidio e tentato omicidio per i fatti avvenuti nel 2008 all’interno della sua gioielleria.
Il provvedimento ha estinto 3 anni e 2 mesi di reclusione. Gianni aveva già scontato 5 anni e 3 mesi di pena e, dopo la decisione del Quirinale, gli resta da espiare un periodo inferiore ai quattro anni. Questo consente al Tribunale di sorveglianza di valutare l’eventuale affidamento in prova ai servizi sociali.
La rapina del 18 febbraio 2008
La vicenda giudiziaria nasce da una rapina avvenuta il 18 febbraio 2008 nella gioielleria di Gianni, a Nicolosi.
Secondo la ricostruzione riportata dalle fonti, tre persone entrarono nel negozio durante l’assalto. Gianni reagì sparando con una pistola legalmente detenuta: due rapinatori morirono e un terzo rimase ferito.
Nel corso del procedimento giudiziario la vicenda venne esaminata anche sotto il profilo della legittima difesa. La Corte d’assise condannò in primo grado Gianni a 13 anni di reclusione; la pena divenne poi definitiva a 12 anni e 4 mesi per duplice omicidio e tentato omicidio.
La sentenza definitiva è quindi il presupposto della misura di clemenza concessa oggi dal Capo dello Stato, che non cancella la condanna ma interviene sulla pena ancora da scontare.
La richiesta di grazia della moglie
Negli anni successivi alla condanna, la moglie di Gianni, Maria Angela Distefano, ha portato avanti una battaglia per ottenere la grazia.
Nel 2022 aveva lanciato una raccolta firme per chiedere l’intervento del presidente della Repubblica. Oggi, dopo la decisione del Quirinale, ha espresso la propria gratitudine a Mattarella.
“Ringrazio il presidente Sergio Mattarella per la grazia, anche se parziale, per me lui è il mio eroe, mi ha salvato la vita mentre subivo violenza”, ha dichiarato all’ANSA.
La donna ha raccontato di aver vissuto per anni il peso della vicenda giudiziaria del marito: “Fino a ieri piangevo lacrime di dolore, oggi di gioia”, ha detto, spiegando di sperare ora di poterlo vedere presto libero.
Il provvedimento del Quirinale
Nel decreto ufficiale, il Quirinale precisa che la grazia parziale è stata concessa tenendo conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza e dei cinque anni e tre mesi di pena già espiati da Gianni.
Il presidente Mattarella ha quindi estinto tre anni e due mesi della pena. Il residuo è ora inferiore ai quattro anni e potrà essere sottoposto alla valutazione del Tribunale di sorveglianza per l’eventuale applicazione dell’affidamento in prova al servizio sociale.
Attualmente Gianni si trova agli arresti domiciliari per un differimento della pena legato a motivi di salute, come riferito dalla moglie all’ANSA.
La decisione del Quirinale chiude così una parte della lunga vicenda giudiziaria iniziata con quella rapina del 2008. Per Guido Gianni, però, la pena non è stata completamente estinta: sarà ora il Tribunale di sorveglianza a valutare i possibili sviluppi legati al residuo da scontare.







