Fiumefreddo, l’ultimo saluto a Luigi Ragonese: chiesa gremita per il giovane 25enne -
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Fiumefreddo, l’ultimo saluto a Luigi Ragonese: chiesa gremita per il giovane 25enne

Fiumefreddo, l’ultimo saluto a Luigi Ragonese: chiesa gremita per il giovane 25enne

Una chiesa gremita, il silenzio rotto solo dalle lacrime e un dolore straziante ma composto, hanno accompagnato l’ultimo saluto a Luigi Ragonese, il giovane di 25 anni di Fiumefreddo di Sicilia deceduto dopo circa un mese di agonia, a seguito delle gravissime ferite riportate nel drammatico incidente stradale avvenuto lo scorso 6 settembre lungo la strada statale 114, al confine tra i territori di Mascali e Giarre.

Attorno alla famiglia si sono stretti parenti, amici, conoscenti e tanti semplici fedeli, arrivati per dare l’ultimo saluto a un giovane la cui vita è stata spezzata troppo presto.

Il rito funebre è stato officiato da padre Carmelo Di Costa, che nella sua omelia ha dato voce al dolore e alle tante domande rimaste senza risposta: «Ci chiediamo il perché. Non è giusto che un ragazzo così giovane concluda in questo modo la sua vita, che i genitori piangano i propri figli e che per un mese abbiano sofferto sapendo delle sue condizioni».

Il sacerdote ha invitato la comunità a guardare alla morte anche attraverso una prospettiva spirituale, ricordando il Cantico delle creature di San Francesco e quel «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale».

«La nostra vita è un grande contenitore di cose positive e negative – ha detto padre Carmelo –. L’importante è ciò che mettiamo dentro questo contenitore alla fine della nostra vita. Luigi porta con sé un contenitore pieno. Si è guadagnato dignità, personalità, amicizia, e la vostra numerosa presenza lo dimostra».

Poi un pensiero particolarmente intenso: «Luigi non invecchia mai. Resta sempre bello, malgrado un corpo martoriato. Luigi vive in Dio e per lui non ci sarà vecchiaia».

Nel corso dell’omelia non è mancato anche un richiamo alla responsabilità collettiva. «Luigi è vittima di ingiustizia, menefreghismo e distrazione. Per questo tutti dobbiamo farci un esame di coscienza».

Infine, l’invito a Luigi a vegliare sui suoi cari: «Ti chiedo di guardare sempre i tuoi familiari, i tuoi amici, perché possano sempre trovare la gioia di vivere e di progredire nella società. Veglia su ciascuno di noi». Fiumefreddo, ha sottolineato il sacerdote, «si impoverisce di un’anima, ma il cielo si arricchisce».

Particolarmente commoventi sono state le parole della compagna Maria, lette da un’amica, che ha affidato al ricordo di Luigi il dolore per una separazione che non potrà cancellare l’amore vissuto insieme.

«Il dolore è troppo forte. Ci sono momenti in cui la tua mancanza mi mozza il fiato. In alcuni momenti un raggio di sole mi basta per farmi sorridere. Custodisco i nostri progetti. La morte ci ha separati fisicamente, ma non potrà cancellare il nostro amore».

Maria ha promesso di continuare a dare valore alla vita anche nei giorni più difficili e ha ricordato ciò che Luigi le aveva insegnato: «Ho imparato a leggere i tuoi silenzi e a custodire ogni minuto che abbiamo passato insieme. Grazie per avermi fatto credere in me stessa».

E poi quelle parole che Luigi le aveva scritto e che oggi assumono un significato ancora più profondo: «Sono fiero di te e mi sento amato». Parole che resteranno come una promessa e come un legame capace di andare oltre la morte.

Al termine della celebrazione, il feretro è stato accompagnato fuori dalla chiesa tra la commozione generale. Ad attenderlo, un volo di palloncini bianchi, un grande rosario realizzato con palloncini e un cuore rosso, simboli di un ultimo, struggente saluto.

Così Fiumefreddo ha accompagnato Luigi nel suo ultimo viaggio, stringendosi attorno alla sua famiglia e lasciando andare verso il cielo un giovane di appena 25 anni, portando con sé il ricordo del suo sorriso, dei suoi occhi azzurri e profondi e di una vita che si è interrotta troppo presto.

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