Il rispetto delle tradizioni accende gli animi a Sant’Alfio. Da mesi, infatti, una parte dei devoti di Sant’Alfio esprime del malcontento per il mancato rispetto di usanze e tradizioni religiose del posto.
Tra i motivi delle rimostranze di questa parte di devoti vi è la rimozione di un altare da una chiesetta, la mancata condivisione di alcune scelte riguardanti le pratiche della devozione ai tre santi e il mancato inserimento di alcuni rappresentanti di questo gruppo nel consiglio pastorale, al fine di raggiungere una maggiore partecipazione nelle scelte.
Il culmine si è raggiunto con il cambio del percorso di una processione religiosa per cui addirittura il gruppo ha organizzato una “seconda processione autonoma” seguendo il percorso originario. Circostanza questa particolarmente delicata perché una processione è un atto di culto pubblico della Chiesa e deve rispettare leggi ecclesiastiche e leggi civili. La Curia ha quindi pubblicato una nota in cui ha invitato “i fedeli a non aderire a iniziative non ufficiali che violano le norme e minano l’unità della comunità”. L’iniziativa si è svolta ugualmente, ma chi vi ha partecipato parla di un “cammino di fede” durante il quale è stato recitato il rosario; nel volantino che la annunciava si parlava di svolgere la “processione autonomamente”.
La Diocesi, nella nota, ha precisato che “le feste patronali e le processioni sono manifestazioni di pietà popolare regolamentate da leggi della Chiesa e dello Stato che sono la principale garanzia per la tutela del bene comune. Non sono pertanto ammesse “processioni autonome” e ogni manifestazione pubblica, d’intesa con l’amministrazione comunale, necessita delle dovute autorizzazioni sia civili che religiose”. In particolare, in merito alla processione delle Sacre Reliquie dei tre santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, la Diocesi ha aggiunto che la celebrazione dell’11 settembre non costituiva “una tradizione antica: prima del 2003 era prevista esclusivamente la Santa Messa all’altare votivo dedicato ai Santi Martiri”.
Sullo sfondo, divergenze tra una parte di devoti e il parroco. La Diocesi nella nota ha smentito “qualsiasi chiusura al dialogo” e si è pure tenuta una riunione tra il vicario generale, il vicario foraneo e i devoti, ma neanche questa è bastata per ricucire le divergenze. Questa parte di devoti, di cui fanno parte residenti e non residenti, ha già intrapreso varie iniziative, tra cui ha pure raccolto e consegnato alla Diocesi una petizione con centinaia di firme per il “Ripristino e il mantenimento delle antiche tradizioni e contro la conduzione autonoma e isolata delle festività in onore dei nostri Santi Patroni”.
Da una parte vi è l’autonomia dei parroci nelle scelte che riguardano la pastorale e l’ordinaria amministrazione, come vuole il diritto canonico. Dall’altra parte l’amore viscerale di devoti dei tre martiri, per cui ogni quadro, ogni oggetto della chiesa o della devozione ai tre santuzzi è legato alle storie delle famiglie o a grazie ricevute in momenti difficili della vita, esperienze che non si dimenticano.
Sui social, in occasione della processione con un itinerario diverso, si è acceso il dibattito, c’era chi ritiene giusto che, a turno, ogni parte del paese possa gioire della processione che passa sotto casa; per qualcun altro, invece, le tradizioni non si toccano, per qualcun altro ancora la festa di Sant’Alfio è il simbolo di una comunità e delle sue tradizioni e vi si può essere legati anche senza andare a messa.
Intanto il gruppo di devoti è pronto ad altre iniziative. L’auspicio è che il dialogo possa presto condurre a una rinnovata unità, nel nome dei tre santi martiri.







