La scomparsa di una donna che ha fatto la storia del giornalismo sportivo e della cultura nel territorio ionico.
Si è spenta Nardina Correnti, stimata docente di lettere classiche, giornalista e cronista sportiva, figura di riferimento per generazioni di studenti, colleghi e appassionati di sport, dell’area ionico etnea. La notizia della sua morte ha colpito con profonda commozione l’intera comunità ripostese, che oggi, la ricorda come un’icona di passione, rigore e umanità.
La professoressa Nardina Correnti, laureatesi con lode in Lettere classiche, intraprese giovanissima la carriera giornalistica, alla fine degli anni ’50 e agli inizi degli anni ’60, entrò nel mondo del giornalismo sportivo, un ambito allora quasi del tutto dominato dagli uomini, imponendosi per capacità analitiche, stile elegante e profonda conoscenza delle discipline atletiche.
Quale corrispondente, da Riposto, del quotidiano “La Sicilia” e come collaboratrice della redazione del “Gazzettino” è stata una giornalista attenta e instancabile, capace di seguire e raccontare per decenni gli eventi del territorio con competenza, sensibilità e profondo senso di responsabilità. Nulla le sfuggiva: la cronaca quotidiana, le trasformazioni sociali, le tradizioni popolari, i successi sportivi locali e le difficoltà di una comunità che sentiva profondamente sua.Con il suo lavoro ha dato voce alle persone, alle associazioni, alle realtà spesso lontane dai riflettori, diventando un punto di riferimento autorevole e rispettato. Non si limitava a informare, ma contribuiva a costruire memoria, consapevolezza e identità collettiva.
Successivamente proseguì la sua brillante carriera come docente di italiano, storia e geografia all’ Istituto Nautico di Riposto e quello per Geometri.
La sua voce e la sua penna furono tra le prime a raccontare eventi sportivi con reportage che non si limitavano ai risultati, ma esploravano il significato sociale, culturale e umano dello sport, dando dignità narrativa alle imprese degli atleti, e soprattutto delle atlete, contribuendo a creare uno sguardo inclusivo su un mondo in rapida evoluzione.
La scomparsa della professoressa, giornalista e cronista sportiva lascia un silenzio difficile da colmare. Non se ne va solo una donna colta e autorevole, ma una presenza costante, capace di unire rigore intellettuale e profonda umanità. Negli anni Sessanta, quando raccontare lo sport ed essere donna significava spesso dover lottare il doppio, seppe affermarsi con competenza, passione e uno stile limpido che ancora oggi resta un esempio.
Come insegnante ha trasmesso il valore dello studio, del pensiero critico e del rispetto; come giornalista ha insegnato a guardare oltre il risultato, a leggere lo sport come specchio della società e delle persone che la attraversano. Ha formato generazioni di studenti e professionisti, lasciando in ciascuno qualcosa di sé: curiosità, senso del dovere, amore per la verità.
Ciò che lascia è un’eredità fatta di parole scritte e raccontate con onestà, di lezioni che continuano a vivere nella memoria di chi l’ha ascoltata, di un esempio raro di coerenza, tra ciò che si dice e ciò che si è. Alla comunità resta il suo insegnamento più grande: che cultura e passione, se unite, possono davvero cambiare le persone. Un vuoto incolmabile, ma anche una traccia profonda destinata a non svanire. Colleghi e allievi ricordano la sua voce calma ma ferma, la capacità di ascoltare chiunque, l’ironia lucida nei commenti più difficili e la sua inesauribile passione per la verità dei fatti e delle persone.
Impegnata attivamente nel volontariato ha fatto parte della CRI, “Le dame di carità”, “Nastro azzurro”. Culturalmente impegnata con l’Unitrè e con la Fidapa.
Una vita dedicata alla famiglia, si era sposata con il comandante, il capitano di Lungo Corso Leonardo Pappalardo, da cui aveva avuto due figli: Eny e Gianluca.
La comunità locale, le istituzioni e numerose associazioni sportive hanno espresso un cordoglio unanime. In molti ricordano Nardina come una donna che ha aperto porte, rotto pregiudizi e costruito ponti tra mondi diversi: la scuola, il giornalismo, lo sport, l’associazionismo e la società.
Amici, studenti e colleghi le hanno reso omaggio alla sua memoria e alla sua eredità culturale. Nei cuori di chi l’ha conosciuta e in quelli delle nuove generazioni che continueranno a leggere e studiare i suoi scritti, Nardina Correnti, vivrà come simbolo di passione, rigore e umanità senza tempo.
Patrizia Tirendi








