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Vendita Tecnis, i sindacati: “il Mise non perda altro tempo”

Vendita Tecnis, i sindacati: “il Mise non perda altro tempo”

Si è svolta anche a Catania, davanti alla Prefettura, la manifestazione indetta oggi, mercoledì, dalle segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, in contemporanea a Roma e Palermo, per chiedere al Mise di sbloccare le vertenze delle imprese commissariate Condotte e Tecnis. Una delegazione è stata ricevuta in Prefettura.

Il territorio etneo è interessato alla vendita della Tecnis, già sotto gestione commissariale straordinaria, per la quale in gioco c’è la continuità lavorativa di circa 80 dipendenti, tra impiegati e operai, e opere in completamento come la stazione della metropolitana di Cibali e l’ospedale San Marco di Librino.

«Comprendiamo la volontà di avere garanzie e trasparenza per la vendita – affermano Nunzio Turrisi, Rosario Di Mauro e Domenico Murabito, rispettivamente segretario generale e territoriali della Filca Cisl etnea – ma già ci sono già potenziali acquirenti e rimettere tutto in gioco o rinviare ancora la decisione potrebbe portare le stazioni appaltanti a rescindere i contratti con gravissime conseguenze».

«Ulteriori perdite di tempo – ribadiscono – aggraverebbe la situazione di pre-deduzione e l’indebitamento complessivo della Tecnis che non riuscirebbe a pagare nemmeno le 5 mensilità, tra il 2016 e il 2017, e si bloccherebbero le opere in portafoglio che l’azienda possiede in tutta Italia, con la stazione metro Cibali e i 4/5 dell’ospedale San Marco».

In tarda mattinata è arrivato un duro comunicato dalle segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil: «Siamo indignati ed esasperati dal comportamento irresponsabile del governo sulle vertenze Condotte e Tecnis. Oggi al Mise è andata in scena una situazione di inaudita gravità: l’assenza di interlocutori all’incontro con la nostra delegazione in grado di dare garanzie, e l’assenza di risposte sulla tempistica e sulle modalità di salvataggio di due realtà importantissime del panorama del settore edile dimostrano ancora una volta l’incapacità del Mise. Tutto questo mentre centinaia di lavoratori manifestavano davanti al ministero, nella vana attesa di una risposta».

Lo hanno dichiarato i segretari generali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Vito Panzarella, Franco Turri, Alessandro Genovesi. «La mobilitazione odierna, con 8 ore di sciopero e manifestazioni anche a Catania e Palermo, oltre che nella Capitale, ha rappresentato un ulteriore sacrificio per le migliaia di lavoratori coinvolti e le loro famiglie, che in questi mesi hanno pagato il peso della crisi e che meritano rispetto e responsabilità da parte del Governo.

«La politica deve decidere – continuano – perché sia per Condotte che per Tecnis lo spettro del fallimento è sempre più vicino. Le risposte tardano ad arrivare ed aumenta ogni giorno di più il rischio di perdere migliaia di posti di lavoro, un patrimonio professionale di grandissimo valore per il settore delle costruzioni in Italia e all’estero, pregiudicando la realizzazione di opere fondamentali per il Paese.

«Mentre il governo resta inerme – aggiungono Panzarella, Turri e Genovesi – stiamo assistendo alla scomparsa di fatto del settore delle costruzioni, tra la crisi delle aziende, grandi e piccole, e l’incredibile pasticcio del decreto sblocca-cantieri, un provvedimento che comunque contestiamo e che non servirà a far ripartire le opere, a differenza di quanto asserisce il governo.

«Mentre prosegue la mobilitazione delle due aziende, ci rivolgiamo al ministro Di Maio, chiedendogli di non limitarsi a qualche video o tweet ma di partecipare ai tavoli con le organizzazioni sindacali per dare risposte ai lavoratori e alle loro famiglie: il fallimento di quelle aziende sarebbe il fallimento del suo ministero”, concludono i tre sindacalisti.

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