Adrano, terza edizione di "Save the Garden” a cura dell’associazione “Sinergie” -
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Adrano, terza edizione di “Save the Garden” a cura dell’associazione “Sinergie”

Adrano, terza edizione di “Save the Garden” a cura dell’associazione “Sinergie”

Domenica 20 maggio scorsa, presso lo “Stadio dell’Etna” di Adrano si è svolta la terza edizione di “Save the Garden” organizzata dall’associazione “Sinergie” con l’intento di sensibilizzare la comunità al rispetto dell’ambiente e del verde pubblico.

Questa volta i ragazzi dell’associazione “Sinergie”, armati di ramazze e di buona volontà, si sono occupati alla pulitura dell’area circostante lo “Stadio dell’Etna” di Adrano, luogo frequentato da numerosi sportivi del comprensorio.

L’iniziativa ha visto la collaborazione dell’associazione AVIS sez. Biancavilla e di molti giovani adraniti e biancavillesi che hanno voluto sposare la causa.

«Agire per migliorare il nostro territorio è l’obiettivo – spiega Antonino Greco, coordinatore di Sinergie sez. Biancavilla – ed è solo collaborando che ciò può essere reso possibile. La numerosa presenza di oggi è stata certezza di cambiamento. Noi ci siamo e non molliamo! Amiamo la nostra terra dunque vogliamo tutelarla e rispettarla, sperando in un futuro in cui non ci sia più bisogno di questo tipo di iniziative».

«Ciò che ci ha spinto ad intraprendere questa iniziativa – aggiunge Agnese Di Stefano, studentessa di Economia – è stata la voglia di sensibilizzare i nostri concittadini, di tutte le età, non solo alla pulizia ma anche al rispetto degli spazi pubblici. Ognuno di noi dovrebbe cercare di abbandonare la sindrome dello spettatore e diventare attore protagonista; per fare ciò non è necessario porsi degli obbiettivi estremamente grandi ma partire dalle piccole cose».

«Grande soddisfazione per l’iniziativa – conclude Ettore Romano, coordinatore di Sinergie sez. Adrano – il successo del nostro progetto dimostra che volte basta semplice spirito di iniziativa e buona volontà per prendersi cura del nostro territorio. Auspichiamo inoltre che questo senso di responsabilità diventi contagioso, in maniera da poter coinvolgere quante più persone possibile nei prossimi appuntamenti».

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