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Catania, Consiglio comunale col botto

Catania, Consiglio comunale col botto

L’anno 2015 si apre col botto per il Consiglio comunale. Colpi di scena e aspri siparietti l’hanno fatta da padrona nella seduta che si è tenuta il 20 e, in prosecuzione ieri, 21, a Palazzo degli Elefanti. All’ordine del giorno, l’insediamento del primo consigliere aggiunto, sig. Warnakulasuriya Thissera Amal Erangache rappresenterà senza diritto di voto la fascia extracomunitaria della città. Emozione e gioia per il nuovo membro del Consiglio, che fungerà da mediatore affinchè il processo d’integrazione civica faccia un passo in avanti.

Ma a tener banco sono state le polemiche. Riflettori accesi sul consigliere Manlio Messina che ha esposto una dura requisitoria sulle spese esose e ingiustificate che vanno ad incidere sul bilancio del Comune: “Addetto stampa AMT a 42 mila euro; Addetto stampa Asec Trade 35 mila euro; Direttore Sostare nuova assunzione 130 mila euro; Direttore Sidra nuova assunzione 140 mila euro. Con Bianco siamo tornati alla prima Repubblica”, aveva scritto l’esponente dell’opposizione sulla propria pagina Facebook, anticipando i temi trattati in Consiglio. Opinione condivisa dal collega di opposizione, esponente di Grande Catania Sebastiano Anastasi, secondo cui quanto previsto all’interno delle partecipate sarebbe in contraddizione con i tagli nei servizi sociali, con quanto sta avvenendo relativamente agli asili nido e, “soprattutto – afferma – in contrasto con i sacrifici chiesti quotidianamente ai cittadini”.

Ma è proprio sulla bagarre AMT che si è concentrata l’ira del consigliere Manlio Messina, la contraddizione della vicenda sembrerebbe infatti ancora più pesante data la presenza da ben 17 anni, di un addetto stampa che, forse, avrebbe potuto essere stabilizzato direttamente. A meno che, ma questo non è dato saperlo e bisognerà aspettare l’esito della selezione, questo non fosse possibile o il posto messo a disposizione per un anno alla cifra davvero interessante di 42 mila euro l’anno, non sia riservato a qualcun altro. Il capogruppo di area popolare, inoltre, nello stupore generale a chiusura del suo intervento ha esibito una busta, dentro la quale sarebbe scritto il nome del futuro addetto stampa. Un tassello polemico che arriva come ciliegina sulla torta infuocata offerta dall’opposizione.

Ma il primo Consiglio dell’anno, è stato animato soprattutto dalla presenza in aula degli impiegati comunali degli asilo nido catanesi, prossimi ad un drastico taglio dell’occupazione. La protesta, arrivata nelle aule consiliari, si è scagliata contro l’assessore Angelo Villari. Questo quanto inviato da Catania bene comune che annuncia un’assemblea per il prossimo giovedì. “A Catania dal 2015 gli asili nido accoglieranno solo 360 bambini, metà del personale ausiliario sarà in esubero e verrà ulteriormente ridotto il numero delle educatrici comunali. La nuova gara d’appalto ridimensiona il servizio e decreta il fallimento della Riforma approvata dal Consiglio Comunale e redatta dal Sindaco Bianco e dall’ex assessore Trojano”.
Villari, incalzato dalla contestazione, ha affermato nel corso della seduta, che ai 360 bambini previsti quest’anno se ne aggiungeranno altri ricorrendo ai fondi Pac. L’intervento però, non ha sortito l’effetto desiderato, surriscaldando ulteriormente gli animi dei lavoratori, a loro dire stanchi di dover dipendere dalle chimere dell’assessore al Welfare. A questo proposito, gli impiegati in protesta hanno minacciato la chiusura dei cancelli di tutti gli asilo nido comunali  qualora non si riuscisse a trovare una soluzione.

Nicoletta Castiglione

fonte sito partner siciliajournal.it

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