Giarre ed il PRG: l’evoluzione continua…

Si è svolto giovedì sera una importante seduta di Consiglio comunale con una serie di punti all’ordine del giorno a dir poco interessanti (leggi l’ordine del giorno). Tra i vari punti al terzo posto si trovava “l’adozione del piano particolareggiato del contratto di quartiere di via Carducci”. E proprio la probabilità di un’eventuale trattazione di questo punto ha richiamato un folto pubblico costituito, per lo più, dagli inquilini accompagnati dai loro avvocati che, seppur in maniera molto composta, facevano trasparire il loro disagio e la necessità di un confronto con l’amministrazione ed il Consiglio. Dopo aver concordato con gli stessi una data, quella di giovedì prossimo, per una riunione aperta che si terrà in comune tra Amministrazione, Consiglio comunale, inquilini e loro avvocati per approfondire la tematica prima di una discussione in Consiglio comunale i lavori del civico consesso si sono aperti con la trattazione del primo punto.

Il primo punto riguardava l’approvazione della proposta di delibera n° 40 del 15/12/2011 (scarica la proposta delibera 40), ovvero l’approvazione delle Determinazioni sullo schema di massima della revisione del P.R.G. proposta un po’ vecchiotta (quasi tre anni!), ma riguardante un tema ovunque “caldo” tanto più a Giarre.

Tale proposta riguarda la revisione del Piano Regolatore Generale che è stato approvato nel 2005 ma del quale, appena 2 anni dopo, si è “avvertita l’esigenza” di dover apportare delle modifiche. Il processo che doveva “modificare” il PRG nel tempo è incorso in diversi stop fino a quando nel 2010 con le delibere di Consiglio comunale n. 80 del 15/11/2010 e 81 del 17/11/2010 (scarica le delibere 80 e 81 ed allegati) furono approvati gli “indirizzi per la redazione della revisione del PRG”. Atto successivo a questo era proprio l’approvazione della delibera n. 40 del 15/12/2011, corredata anche dalla relazione tecnica, dalla tavola dei vincoli, dalla tavola schema di massima e da una tavola PRG vigente oltre alle delibere 80 ed 81 già citate. Quindi la proposta di delibera posta all’ordine del giorno giovedì “nasce” nel secondo quinquennio di Teresa Sodano e vede come assessore al ramo e firmatario Nicola Gangemi. Peccato che questa proposta di delibera lo scorso Consiglio comunale non sia riuscito mai a votarla, visto che, per ben 13 volte, venne a mancare il numero legale (si sarà trattato di epidemie “pilotate”?) nonostante la larga maggioranza di cui godeva la precedente amministrazione.

Quindi, la “patata bollente” è ricaduta sul nuovo (si fa per dire) Consiglio comunale che si è trovato costretto “obtorto collo” ad affrontare un argomento così delicato, nonostante sia trascorso un anno dal suo insediamento, in brevissimo tempo. Infatti dal dibattito consiliare è emerso che il Consiglio ha dovuto affrontare celermente la questione perché “obbligato” da una ennesima diffida della Regione datata 31/07/2014 che concedeva gli ultimi 30 giorni per l’approvazione dell’atto pena la nomina di un commissario ad acta che avrebbe sostituito il Consiglio (leggi la lettera di diffida della Regione). È proprio il contenuto di questa nota che innesca un acceso dibattito tra il consigliere Gabriele Di Grazia, il presidente del Consiglio Francesco Longo, il sindaco Roberto Bonaccorsi ed il dirigente Venerando Russo. Il perché è presto detto: l’ultima diffida riporta in particolare la data di una precedente diffida che risale quasi ad un anno fa ovvero quella del 3 ottobre 2013 e della quale il Consiglio comunale non è mai stato messo a conoscenza pur essendo l’urbanistica materia di esclusiva competenza dello stesso. Nonostante le domande solo vaghe risposte (“io non l’ho mai ricevuta”, “io l’ho trasmessa”) ed, alla fine, un silenzio assordante dal sapore imbarazzante e nessuna soluzione del mistero. Ovvero una comunicazione così importante, all’interno di un Ente pubblico, sembra possibile che possa “smaterializzarsi” per lungo tempo per poi fare improvvisamente capolino… Proprio quella comunicazione, a detta dei due consiglieri di opposizione rimasti in aula Tania Spitaleri e Gabriele Di Grazia, che se tempestivamente trasmessa al Consiglio avrebbe consentito allo stesso di affrontare l’argomento serenamente, senza la minaccia del commissario ma soprattutto senza presunti “vincoli” imposti.

Dopo questa fase è stata approfondita la proposta di delibera e la maggioranza, condividendo l’atto di indirizzo che il sindaco e la Giunta avevano redatto nei giorni scorsi (leggi la delibera dell’atto di indirizzo) e da loro stessi definito “Saldo Volumetrico Zero” e non come erroneamente definito da alcuni “cemento zero”, ha proposto un emendamento (leggi l’emendamento dell’amministrazione) che ricalcava gli indirizzi dell’ammistrazione Bonaccorsi e che integra quelli preesistenti. Lo stesso sindaco ha illustrato l’emendamento che indica tra gli indirizzi una riqualificazione del centro storico ed il non consumo di ulteriore suolo, principalmente agricolo, e solo, quindi, spostamenti di volume il cui saldo sia zero. In aula è stato letto dal consigliere Orazio Scuderi, capogruppo della neo formazione “Proposta Popolare” di cui fa parte anche Vittorio Valenti e che fa riferimento, guarda caso, all’ex assessore all’Urbanistica Nicola Gangemi.

L’opposizione, per bocca di Tania Spitaleri, ha ripercorso le controverse tappe dell’atto ribadendo come “la storia della revisione del PRG iniziata nel 2008 sia stata tribolata e piena di ombre dato che c’è un PRG vigente che non ha esaurito la sua portata di pianificazione e di programmazione” e ha più volte sottolineato come, anche questo emendamento “Saldo Volumetrico Zero”, volesse dire tanto e nulla allo stesso tempo visto anche il linguaggio fumoso e poco chiaro ed un iter quantomeno irrituale. A conclusione del dibattito i consiglieri Tania Spitaleri e Gabriele Di Grazia hanno dato lettura del loro emendamento (leggi l’emendamento dell’opposizione) spiegando come il loro intento fosse quello di lasciare inalterato il PRG del 2005 perché ancora ampiamente adeguato alle esigenze della città e sottolineando come solo seguendo questa linea si sarebbe attuato il “tanto inflazionato cemento zero”.

A questo punto i vari emendamenti vengono messi ai voti e viene approvato con 11 voti favorevoli l’emendamento della maggioranza che includeva altri due sub emendamenti, uno riguardante i vincoli ed uno riguardante l’introduzione della “Intercomunale Jonica”. La seduta si chiude quindi con l’approvazione della delibera n. 40 del 2011.

Chiaramente soddisfatto il sindaco Roberto Bonaccorsi che attraverso anche i social network afferma che “il futuro governo del suolo della nostra Giarre sarà così determinato sulla base di piano urbanistico a saldo volumetrico zero e su principi di recupero dell’esistente, della rigenerazione del tessuto urbano e delle periferie, concentrando risorse ed energie nella lotta all’abbandono ed al degrado di quartieri ed edifici, piuttosto che su nuove espansioni e nuovo cemento”. Altrettanto soddisfatto Francesco Cardillo per il quale “Si è voluto dare corso tramite l’emendamento e questa nuova direttiva ad una nuova visione dello sviluppo del territorio rispettosa dell’ambiente e di un recupero e valorizzazione dell’esistente a partire dai centri storici. Il tutto con un approccio che possa anche essere dinamico nel tempo adattandosi, ove fosse strettamente necessario, ai reali mutamenti delle necessità, siano esse residenziali o di insediamenti produttivi. È una scelta in linea e in coerenza con un’idea di città vivibile che avrebbe, aldilà delle appartenenze, dovuta essere condivisa da parte di tutto il Consiglio”.

Di parere contrapposto Tania Spitaleri “ho seri dubbi sul futuro dei terreni agricoli e del centro storico che, chi governa la città, vuole “ri-costruire e ri-connettere”, e sull’interpretazione discrezionale e per nulla chiara data al concetto di perequazione urbanistica. L’emendamento presentato da me e dal consigliere Di Grazia rappresentava il solo strumento per salvaguardare il territorio e non consentire alcuna modifica al PRG vigente. È stato fatto fuori a colpi di maggioranza forse perché lo zero reale – non quello degli slogan – alla coalizione di governo non piace e non interessa”. “Ciò che mi sorprende, e a cui non mi voglio abituare – dichiara Gabriele Di Grazia –, è che in ogni occasione in cui il Consiglio è chiamato ad esercitare il suo ruolo in tematiche fondamentali è costretto a farlo di premura ed in emergenza. In questo caso cause “fortuite” hanno prodotto lo smarrimento di importanti documenti. Il tutto per poi assumere scelte a mio avviso in perfetta continuità con il passato. Questa maggioranza continua ad ignorare alcune semplici prerogative del Consiglio umiliandolo. Il mio augurio è che qualcuno non debba nel tempo pentirsene. Troppe volte ho assistito nei corridoi a “pentimenti postumi” e dichiarazioni di “inconsapevolezza” da parte di chi, nella scorsa consiliatura, ha votato di tutto e di più decidendo per i nostri concittadini”.

In futuro si potrà capire, quando gli uffici tramuteranno su carta gli indirizzi politici, cosa ne verrà fuori. Certo è che, qualcuno della scorsa amministrazione, oggi sorride compiaciuto.