Caso Pappalardo Fiumara, la vittima sarebbe il parroco di Trepunti. Il Vescovo sapeva? -
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Caso Pappalardo Fiumara, la vittima sarebbe il parroco di Trepunti. Il Vescovo sapeva?

Caso Pappalardo Fiumara, la vittima sarebbe il parroco di Trepunti. Il Vescovo sapeva?

Si infittisce la vicenda dell’arresto del pianista ripostese Gianfranco Pappalardo Fiumara. Ieri il Gip di Catania Carlo Cannella ha convalidato l’arresto dell’artista, concedendo la misura meno afflittiva dei domiciliari. Il legale di Pappalardo avv. Enzo Guarnera, aveva chiesto al Gip la remissione in libertà del suo assistito e in subordine la detenzione domiciliare.

Le ipotesi di reato contestate all’artista sarebbero di estorsione tentata e consumata, ai danni del parroco della chiesa San Matteo di Trepunti che avrebbe conosciuto Pappalardo Fiumara nei mesi scorsi.

La vittima si sarebbe rivolta ai carabinieri della Stazione di Santa Venerina già nei giorni scorsi, ai quali avrebbe raccontato delle presunte richieste di denaro avanzate da Pappalardo Fiumara, anticipando ai militari di un ulteriore appuntamento con il pianista fissato per giovedì scorso, in chiesa a Trepunti di Giarre. A quel punto i carabinieri, sulla scorta delle circostanziate informazioni assunte dal prelato, hanno “monitorato”quell’incontro che si è poi svolto nella canonica del parroco, preparando nei particolari l’azione.

I militari hanno pazientemente atteso sulla strada, fuori dal tempio sacro, l’uscita di Pappalardo Fiumara. Poco dopo le 14.30 è scattato il blitz.

Il pianista mentre si accingeva a raggiungere a piedi la propria autovettura, è stato bloccato dai militari in abiti civili che si sono poi qualificati, sul sagrato della chiesa e perquisito. Analoghi controlli sono stati eseguiti nell’immediatezza dei fatti sulla vettura del pianista. L’operazione dei carabinieri è avvenuta in pieno pomeriggio sul viale Sturzo. Pappalardo Fiumara è stato subito trasferito in caserma, nella sede della Stazione dei carabinieri di Santa Venerina e qui sottoposto ad un lungo ed estenuante interrogatorio protrattosi sin oltre le 23 di giovedì sera.

Poi, al termine degli adempimenti di rito, d’intesa con il magistrato di turno, il trasferimento notturno nel carcere di piazza Lanza a Catania. Sulla vicenda, di natura privata e non collegata all’attività artistica di Pappalardo – cosi come più volte ribadito da fonti qualificate – rimangono ancora molti punti da definire. Per quale ragione il pianista ripostese avrebbe preteso – secondo l’accusa – del denaro dal parroco?

Quale sarebbe la ragione di questa presunta richiesta? E perché questo assordante silenzio degli investigatori. E poi, giacché il parroco di Trepunti si sarebbe rivolto ai carabinieri, chiedendo assistenza, del caso, il prelato, ha informato il Vescovo? E quest’ultimo, dopo che piano piano la vicenda sta venendo a galla quali azioni intende intraprendere. Ha forse chiesto si carabinieri i motivi che hanno portato il parroco di Trepunti a sporgere denuncia culminata poi dalla trappola tesa dai carabinieri sul sagrato della chiesa di Trepunti?

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