Mascali, riconoscimento istituzionale a Vito Finocchiaro al Comune

Mascali ha conferito al fotografo mascalese Vito Finocchiaro, una targa per il prestigioso 4 posto ottenuto  nei giorni scorsi a Dubai negli Emirati Arabi, nella categoria Hope, nell’ambito dell’ottavo Contest “Hamdan International Photography Award” (HIPA), rivolto ai fotografi di tutto il mondo.

Ieri, nella sala consiliare del comune di Mascali, una folla di amici, di parenti e di mascalesi, l’assessore si servizi sociali Virginia Silvestro e il sindaco Luigi Messina, hanno innanzitutto ringraziato Finocchiaro per la sua capacità di portare, attraverso la sua Arte, il nome di Mascali nel mondo.

A fargli vincere il 4 posto è stata una foto che ha scattato il 27 settembre del 2015 alle ore 04,08 del mattino sul Treno Bianco – Siracusa/Lourdes, dove ha documentato la storia di una volontariaUnitalsi.

Vito è riuscito a cogliere in scatto l’anima del suo soggetto, quella della bella 38enne Diana Caruso che ormai da 10 anni, come dama Unitalsi, accompagna gli ammalati nel lungo viaggio verso Lourdes e proprio nel 2015, in occasione di quello scatto, viaggiava in compagnia di Ines, una ragazza disabile di Lentini.

Sin da piccola – ha detto Dianaho capito che il mio compito era aiutare gli altri. Una prima volta sono partita come pellegrina e in quel primo viaggio ho ricevuto un dono da Dio che ho inteso come una chiamata a diventare volontaria. Ines, che si spenta all’età di 30 anni nel gennaio 2016- ricorda commossa Diana- era una ragazza solare, al di là della sua disabilità ( aveva la spina bifida)che le con l’aggravarsi nel tempo le ha impedito totalmente di muoversi fino a toglierle la parola, amava la vita e il suo unico desiderio era riuscire a muoversi, lavorare dopo essersi laureata, ballare, fare tutto quello che per molti è la quotidianità e che spesso viene dato per scontato. Ines aveva sempre una parola di conforto per tutti quelli che le confidavano i propri problemi. La sua risata era contagiosa e inconfondibile.

Il viaggio sul treno bianco, che dura in media 40 ore, accoglie quasi 450 pellegrini, tra ammalati seduti e barellati, dame, personale, medici e cappellani provenienti da tutta Sicilia Orientale, anche tre volte l’anno. Il sostegno che noi volontari dell’Unitalsi diamo a queste persone disabili è e deve essere innanzitutto di natura morale- ha detto Saro Puzzolo dell’Unitalsi di Mascali. Per loro quella settimana a Lourdes rappresenta un momento di libertà, di incontro con altri giovani. Il servizio che svolgiamo come volontari cura innanzitutto la nostra anima. Ines ci ha insegnato tutto sul vero amore, quello puro, riuscendo a trasmettere anche molta forza ed umiltà e nonostante soffrissemolto non ha mai smesso di confidare in Dio.

“Salire sul palco della premiazione del contest è stato emozionante– ha detto Vito Finocchiaro- il mio primo pensiero è andato a mio padre Nino e alla mia famiglia che da tre generazioni vive di Fotografia. Questo premio rappresenta il risultato di un percorso che ha avuto inizio con mio padree che oggi continua con mio nipote Marco. La scelta dell’unica foto che era possibile presentare al contest è stata ponderata con molta cura, anche perché il suo significato poteva scontarsi con argomenti che in quell’area geografica sono molto importanti e delicati. La descrizione che la mia collaboratrice Teresa Gangemi ha fatto della mia foto è stata sicuramente fondamentale perché ottenessi questo risultato. Scegliendo di presentare una foto in bianco e nero – ha detto ancora Finocchiaro- ho voluto concentrare l’attenzione sull’espressione trasmessa dallo sguardo degli occhi di Diana”.

Grazie a Vito Finocchiaro il nome di Mascali è conosciuto nel mondo. Nei suoi scatti ha rappresentato dei valori positivi e il mondo dell’associazionismo dell’Unitalsi che svolge un servizio fondamentale per i disabili – ha dichiarato il sindaco Messina.

Nella serata di ieri erano presenti i rappresentanti delle varie sezioni dell’unitalsi ma anche i genitori di Ines, i coniugi Rosanna Cimino e Luciano Incontro che  hanno detto come Ines abbialasciato loro un messaggio di speranza e di allegria che ha sempre trasmesso fino a quando non riusciva più neanche a parlare. Di lei ricordiamo solo le cose belle, il suo buonumore e la sua capacità di affezionarsi facilmente soprattutto nei confronti di chi le donava amore”.

Angela Di Francisca