Francavilla di Sicilia: universi femminili a confronto con “Chiddi da Vina”

La locale compagnia teatrale, che prende il nome da una caratteristica fontana del centro storico del Comune dell’Alcantara, ha portato in scena qualche sera fa “Mela”, un impegnativo testo di Dacia Maraini incentrato sui diversi vissuti e modi di essere di tre donne appartenenti allo stesso nucleo familiare ma profondamente distanti tra loro in quanto espressione ognuna di una determinata generazione

Qualche sera fa, sul palcoscenico del Cineteatro Comunale “Arturo Ferrara” di Francavilla di Sicilia, la locale compagnia teatrale “Chiddi da Vina” si è egregiamente confrontata con un testo alquanto impegnativo, ma che ha avvinto e convinto il numeroso pubblico presente in sala. La regista Annamaria Puglisi ha infatti portato in scena “Mela”, della celebre scrittrice, poetessa e drammaturga Dacia Maraini la quale, prima che il sipario si alzasse, ha inviato i propri personali auguri agli artisti francavillesi.

Protagoniste di questo lavoro, tutto al femminile, tre donne di uno stesso nucleo familiare ed i rispettivi tre modi differenti di affrontare la quotidianità e di concepire l’esistenza. In pratica tre generazioni a confronto: la mamma Rosaria (impersonata da Antonella Tatì), ex sessantottina animata da un entusiasmo quasi fanciullesco ed ingenuo, particolarmente attenta e sensibile alle miserie ed alle ingiustizie dell’umanità, ma non pienamente consapevole di ciò che succede a pochi passi da lei; la figlia egoista Carmen (Eva D’Angelo); infine la nonna Mela (Cinzia Di Pietro), la cui frivola ed ilare leggerezza rivela una saggezza sorprendente.

L’amore, il sesso, la rivoluzione sono alcuni dei temi che tra le tre donne scatenano delle infuocate diatribe, ponendo in secondo piano il legame di sangue che le unisce ed i sentimenti che provano l’una per l’altra.

Così, all’interno di una convivenza forzata su cui aleggia l’immagine di un uomo quasi sbiadita ma dirompente, le tre donne si rincorrono in maniera frenetica, senza però mai “incontrarsi” veramente. Ne viene fuori un “triangolo esplosivo” all’interno delle quattro mura domestiche.

Da sinistra Cinzia Di Pietro, la regista Annamaria Puglisi, Antonella Tatì ed Eva D’Angelo

«Portare in scena questo testo – ha dichiarato a sipario chiuso la regista Annamaria Puglisi –  ci ha dato una grande emozione, come se un sogno si fosse realizzato. Ringrazio pertanto le mie “compagne d’avventura” sulla scena, ossia Eva D’Angelo, Cinzia Di Pietro ed Antonella Tatì, la suggeritrice Angela Emmi, la presentatrice Lorena Nuciforo, il responsabile tecnico-scenografico Enrico Munforte ed i suoi collaboratori Giorgio Intelisano e Maurizio Catanzaro e tutta la compagnia “Chiddi da Vina”. Un ringraziamento speciale va ovviamente alla grande Dacia Maraini, autrice di “Mela”, la quale ci ha sostenuto con la sua disinteressata ed affettuosa attenzione».

“Mela” è il sesto lavoro teatrale portato in scena dalla compagnia “Chiddi da Vina”, nata quasi per caso otto anni fa con un piccolo spettacolo di varietà tenutosi, nell’ambito degli eventi estivi, davanti all’antica fontana francavillese chiamata “Vena”, cui si ispira la denominazione del sodalizio di locali cultori dell’arte della recitazione.

Rodolfo Amodeo

 

FOTO PRINCIPALE: la regista Annamaria Puglisi (seduta al centro) e le attrici protagoniste di “Mela” con sullo sfondo la caratteristica Fontana Vena di Francavilla di Sicilia