Francavilla di Sicilia: genitori in piazza contro la chiusura della scuola elementare

Una manifestazione di protesta pacifica avrà luogo domani mattina, ma Piera Puglisi, portavoce del comitato delle famiglie, ha invitato i politici locali a non intervenire. Tanti papà e mamme, intanto, hanno diramato un documento in cui manifestano la loro preoccupazione per il protrarsi della “convivenza” tra gli scolari e gli studenti delle Medie

Si terrà domani mattina, a partire dalle ore 9.00 dinnanzi al palazzo municipale di Piazza Annunziata, la manifestazione di pacifica protesta dei genitori degli alunni della scuola elementare di Francavilla di Sicilia, che il sindaco Enzo Pulizzi, con propria ordinanza dello scorso 31 gennaio, ha “sfrattato” dal plesso di Via Napoli perché ritenuto, sulla base della perizia di uno studio ingegneristico privato, “a rischio sismico”.

Attualmente, dunque, gli scolari francavillesi “convivono” un paio di volte a settimana e durante le ore pomeridiane e serali con gli studenti del plesso delle scuole medie di Piazza Pirandello. La situazione, a detta dei genitori, non è delle migliori: si rischia di non raggiungere il numero minimo di ore per concludere l’anno scolastico e di turbare i ritmi biologici dei bambini, che escono da scuola (dopo le ore 19.30) quando dovrebbero essere quasi a letto.

La signora Piera Puglisi, portavoce del comitato dei genitori costituitosi per l’occasione, ha intanto “rettificato” l’invito alla manifestazione di protesta di domani mattina, esortando le personalità politiche locali, sia di maggioranza che di opposizione, a non intervenire all’iniziativa. «Le avevo originariamente invitate – ha spiegato la Puglisi – ma adesso faccio un passo indietro per non dare una qualsivoglia connotazione politica alla nostra protesta, esclusivamente a difesa dei nostri bambini».

Giunge in queste ore anche una nota della “Associazione Spontanea di Genitori” di cui fanno parte, come in essa si legge, «padri e madri per la situazione che si prospetta per i nostri figli. Fiumi di parole e di polemiche sono seguite a quella imposizione dall’alto, ossia l’improvvisa chiusura del plesso della scuola elementare di Via Napoli: c’è chi ha “ringraziato” accettando supinamente la situazione, c’è chi si è scagliato contro un provvedimento non suffragato da verifiche tecniche più serie che avrebbero dovuto effettuare gli organi istituzionali preposti, e c’è chi sta mandando a scuola i propri figli credendo negli sforzi fatti da un dirigente scolastico che cerca di conciliare il diritto allo studio col diritto alla sicurezza. Adesso questi genitori, che hanno “pazientato” abbastanza e con i quali non si è interloquito se non per inviare loro “comunicazioni” sulle decisioni adottate, pretendono delle risposte ben precise da chi è deputato a darle.

«Ci era stato assicurato, in particolare, che i bambini, in attesa dell’adeguamento strutturale del plesso delle scuole medie, avrebbero dovuto frequentare solo due settimane di lezioni pomeridiane, ma non si sa ancora nulla sul ritorno a regime dell’orario scolastico. Sta di fatto che, ad oggi, non vengono garantite le quaranta ore di lezione settimanali, ma mediamente solo dodici. E sta di fatto che se è vero che un edificio scolastico è stato chiuso per ragioni di sicurezza, è anche vero che i nostri figli trascorrono otto ore al giorno “stipati” in aule troppo anguste che, come tali, non garantiscono un buon apprendimento perché poco vivibili.

«Noi temiamo che una volta ultimati i lavori strutturali di adeguamento del plesso della scuola media di Piazza Pirandello, disposti per far “convivere a norma di legge” gli alunni delle elementari e quelle delle medie, i nostri figli frequenteranno una struttura più simile ad un “parcheggio” che ad una scuola: si prevederanno la distanza tra un banco e l’altro e tra una sedia e l’altra, come se si trattasse di “automezzi” e di aule simili a “stalli” in cui “parcheggiare volumi umani”. Siamo dunque contrari a questa situazione di “mescolanza” ed a questa riduzione degli spazi.

«Ci chiediamo, pertanto, quanto durerà tale stato di emergenza. Da una recente relazione tecnica si apprende che non dovrebbe durare più di un anno solare, ma temiamo che questi “anni solari” saranno più di uno…».

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: da sinistra la scuola elementare di Via Napoli e la scuola media di Piazza Pirandello e, nel tondo, il sindaco Enzo Pulizzi