Festeggiata ad Acireale la “Giornata mondiale della poesia”

La Città di Acireale è stata scelta dal Gruppo Convergenze intellettuali e artistiche italiane (Ciai) per festeggiare lo scorso 24 marzo, anche se con qualche giorno di ritardo sulla data dell’equinozio di primavera, la “Giornata mondiale della poesia”, istituita dall’Unesco (1999).

L’evento  si è svolto nei locali del sodalizio acese fondato nel 1884, la Società di Mutuo Soccorso “Agostino Pennisi”. Nel prendere la parola il presidente del sodalizio, cav. Alfio Leotta, ha ringraziato la presidente del Gruppo Ciai, Giulia Sottile, e tutti i suoi soci, e dichiarato la sua disponibilità e quella dell’intero consiglio direttivo a nuove occasioni culturali promosse dal gruppo.

La dott.ssa Giulia Sottile, psicologa e neo poetessa, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa Unesco e fatto presente che il Gruppo attraverso i soci poeti che hanno dato vita al Cantorio siciliano itinerante, promuove quest’arte ed i suoi poeti dando la giusta attenzione anche ai poeti siciliani.

Mario Grasso (foto a destra), prendendo la parola quale coordinatore della serata ha rivolto parole di gratitudine nei confronti del sodalizio ospitante e ricordato che la poesia è sintesi di concetti ma espressi con qualche reticenza, perchè altrimenti diventa racconto. Deve essere scritta tenendo presente che, figuralmente, essa è la parte nobile della letteratura quindi si deve immaginare vestita con estrema ricercatezza formale, mai trasandatezza.

Deve essere la “verità”, infatti, deve rispecchiare un sentire, un percepire un orientamento interiore e mai cronaca, moralismo. La poesia non scaturisce che da solitudine ed è spontaneità in quanto contenuti ma è accuratezza massima di scrittura. E affermato che le varie liriche hanno sempre avuto la loro bellezza nella rara capacità di trascendere le lingue dei singoli poeti e di riuscire a comunicare con il mondo intero con il senso e il significato delle parole, nonchè attraverso la loro musicalità. Ha quindi letto poesie dell’acese Giacomo D’Agostino.

Proseguendo nei lavori della serata ha intervistato Antonio Leotta, acese, docente all’Ateneo di Catania, poeta, disquisendo sui rapporti tra il “poeta” e l’ambiente che lo circonda, considerando le varie correnti letterarie in cui il poeta si colloca ed eventuali conflitti. E Leotta, rispondendo, ha fatto presente di riconoscersi in ciò che è stato inquadrato come “ermetismo” per i caratteri di sintesi e reticenza che attribuisce alla sua poesia.  Altro spazio, quindi, alla recita di liriche di Giacomo D’Agostino da parte di Francesco Foti.

La parola passa a Giulia Sottile (foto a sinistra) che ricorda la statura di uno scrittore e poeta siciliano, Fortunato Stefano D’Arrigo, nato ad  Alì Terme (Me) il 15 ottobre 1919 e morto a Roma il due maggio 1992. Ricordo con una sintesi analitica di alcuni punti della raccolta di poesie “Codice siciliano”, pubblicata nel 1957, poemetti in cui rivivono in una magica atmosfera, immagini e miti della Sicilia. Nonchè del suo romanzo principale, “Horcynus Orca”, steso tra il 1957 e il 1975, costruito con un linguaggio nuovo che trova origini nell’antica lingua siciliana. Opera che ha affrontato il mito del “nostos”, l’eroe errante presente nella letteratura dalle origini (Odissea di Omero) alla sua continuazione (Ulisse di James Joyes), con una  ottima attenzione alla cultura e letteratura del mare!

Il programma della serata ha anche previsto la presentazione di nuove voci etnee della Poesia, Stefania Calabrò, Giacomo D’Agostino e Ada Nicolosi, che hanno poi letto alcune loro poesie. La chiusura dell’evento è stata affidata a Francesco Foti, poeta e cantautore, che ha cantato “L’uomo nero” una canzone di speranza contro la violenza sui minori, di cui ha scritto testo e musica.

Camillo De Martino

Nella foto di copertina, da sinistra: Francesco Foti, Mario Grasso, Giulia Sottile, Antonio Leotta, il cav. Alfio Leotta presidente della Società di Mutuo Soccorso “A. Pennisi”.