Francavilla di Sicilia-Cesarò: una battaglia per il “lavoro”

Salvatore Calì, sindaco del centro nebroideo, non intende più corrispondere alla cittadina dell’Alcantara il canone d’affitto dell’immobile privato in cui ha sede l’Ufficio Circoscrizionale per l’Impiego. E si dichiara pronto a mettere gratuitamente a disposizione degli otto Comuni interessati un edificio del suo paese

E’ ormai sfida aperta tra il sindaco del Comune di Cesarò, Salvatore Calì, e la municipalità di Francavilla di Sicilia. Oggetto del contendere è il Centro Circoscrizionale per l’Impiego (ex Ufficio di Collocamento al Lavoro) avente sede nella cittadina dell’Alcantara, nella cui competenza territoriale rientrano otto Comuni del comprensorio, ossia Francavilla, Cesarò, Malvagna, Mojo Alcantara, Motta Camastra, Roccella Valdemone, Santa Domenica Vittoria e San Teodoro.

E’ da tempo, infatti, che il primo cittadino cesarese lamenta l’esosità del costo d’affitto dell’immobile di Via Vetriera, appartenente a privati, che ospita il suddetto Centro per l’Impiego. Tale costo, che ammonta complessivamente a diciannovemila e duecento euro all’anno, è pagato pro quota, in ragione del numero dei rispettivi abitanti, dagli otto Comuni rientranti nella circoscrizione francavillese.

Il compito di predisporre il prospetto contabile spetta al Comune capofila Francavilla di Sicilia che, a quanto pare, non avrebbe ancora aggiornato tale calcolo all’ultimo censimento della popolazione italiana, risalente al 2011.

Sta di fatto che Francavilla dovrebbe pagare annualmente 6.395,40 euro (con riferimento ai suoi “teorici” 4.658 abitanti), Cesarò 3.983,07 euro (2.901 abitanti), Malvagna 1.430,67 euro (1.042 abitanti), Mojo Alcantara 1.114,88 euro (812 abitanti), Motta Camastra 1.243,94 euro (906 abitanti), Roccella Valdemone 1.175,29 euro (856 abitanti), Santa Domenica Vittoria 1.648,97 euro (1.201 abitanti) e San Teodoro 2.207,78 euro (1.608 abitanti).

Intanto, com’è noto, il Comune capofila ha ormai da tempo difficoltà nell’incamerare questi canoni, al punto da vedersi costretto a richiedere per iscritto il loro pagamento alle municipalità morose.

Ed è dei giorni scorsi la lettera di risposta che il sindaco di Cesarò, Salvatore Calì, ha inviato al Comune di Francavilla di Sicilia per manifestare ancora una volta (lo aveva già fatto nel luglio del 2015) la propria intenzione di non impegnare più alcuna somma per il mantenimento dell’Ufficio Circoscrizionale per l’Impiego.

Il primo cittadino del centro nebroideo, peraltro, nel 2014 si fece promotore di una riunione tra i sindaci interessati per discutere la revisione del piano di riparto dei costi dell’immobile francavillese di Via Vetriera, ma quell’incontro andò deserto.

Adesso, comunque, c’è di più. Quasi a voler gettare un “guanto di sfida” agli amministratori comunali di Francavilla di Sicilia, il sindaco di Cesarò si è infatti dichiarato disponibile ad ospitare gratuitamente nel proprio paese il Centro Circoscrizionale per l’Impiego, senza dunque alcun onere economico per gli otto Comuni interessati.

Ancora una volta, pertanto, si mostra alquanto arduo conciliare le tanto invocate politiche comprensoriali, ossia la gestione dei servizi in maniera associata e compartecipata tra più Comuni, con le esigenze e le pretese delle singole municipalità.

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: il Centro Circoscrizionale per l’Impiego di Francavilla di Sicilia e, nel riquadro, il sindaco di Cesarò, Salvatore Calì