Linguaglossa: una giovane idea “verde” per vivere meglio alle pendici del Vulcano

Sta riscuotendo numerosi e qualificati consensi il progetto pilota elaborato dall’ambientalista ed ecodesigner Concetto Vecchio per attuare interventi di riforestazione delle locali aree demaniali in maniera tale da ridurre i rischi del dissesto idrogeologico e mitigare il surriscaldamento del pianeta registratosi negli ultimi anni

Nel Comune etneo di Linguaglossa si registra in questi giorni una lodevole iniziativa intrapresa da alcuni giovani del luogo. Si tratta del progetto pilota “Idea Green”, elaborato dall’ambientalista ed ecodesigner Concetto Vecchio (nel primo riquadro da sinistra in foto) e sostenuto da altri suoi concittadini, tra cui lo studente di Economia Daniele Russo (nel secondo riquadro da sinistra in foto), nonché da qualificati professionisti ed esperti come la docente universitaria Venera Copani ed il geologo Angelo Di Francesco.

«Anche la nostra Sicilia – spiega Vecchio – negli ultimi decenni ha subito drastici aumenti delle temperature. La situazione è sicuramente aggravata dalla continua diminuzione delle arre boschive, senza le quali aumenta il rischio idrogeologico e l’aria diventa sempre più afosa. Gli alberi, infatti, hanno la capacità di trattenere l’acqua nel terreno e creare una sorta di “diga” alle ondate di calore. L’abitudine di tagliare alberi per lasciare il posto alle coltivazioni e gli incendi dolosi hanno dunque un’incidenza negativa notevole su tale problematica. L’obiettivo che ci prefiggiamo con il progetto “Idea Green” è, pertanto, la riforestazione di alcune aree demaniali abbandonate ed aride. Ne abbiamo già discusso nei giorni scorsi riunendoci nei locali della Pro Loco di Linguaglossa, e devo dire che l’iniziativa ha incontrato il consenso di tanti».

«Fondamentale – aggiunge Daniele Russo – sarà la collaborazione con il Corpo Forestale e con il servizio antincendio. Ma è anche importante coinvolgere le scuole del territorio, magari ipotizzando un evento a cadenza annuale, in quanto la cultura ambientale va innanzi tutto trasmessa alle giovani generazioni affinché in futuro non si commettano più certi errori di cui si stanno pagando le conseguenze».

Linguaglossa si accinge dunque a sperimentare questo virtuoso progetto pilota, che potrebbe essere un modello da “esportare” anche in altri Comuni, visto e considerato che i fenomeni di dissesto idrogeologico non risparmiano quasi nessun angolo di territorio.

Rodolfo Amodeo