Appalti Consorzio Autostrade Siciliane, operazione della Dia: 12 misure a dipendenti e dirigenti. Oltre 50 indagati I NOMI VIDEO

Personale della Direzione investigativa antimafia di Messina e del Centro operativo Dia di Catania ha eseguito stamane misure cautelari, che prevedono la sospensione dalla professione, nei confronti di dodici tra dirigenti e dipendenti del Consorzio per le autostrade siciliane (Cas).

Le indagini, durate circa due anni, hanno fatto luce sulla gestione amministrativa del Cas ed hanno dato il via all’operazione odierna denominata operazione Tekno.

Come detto, 12 sono le misure interdittive disposte dal Gip del tribunale di Messina a carico di dirigenti e funzionari, coinvolto anche un sindaco di un Comune della fascia tirrenica del Messinese: il provvedimento riguarda la professione e non il suo ruolo di amministratore pubblico, estraneo all’inchiesta. Sono invece una cinquantina di indagati.

A sei delle 12 persone coinvolte è stata disposta la sospensione per sei mesi dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio. Si tratta di:

Nei confronti delle altre sei, invece, è stato disposto il sequestro preventivo di rapporti bancari, beni immobili e mobili per un valore complessivo di 1 milione di euro: 

Le accuse sono di truffa e peculato. L’inchiesta è è coordinata dal magistrato Sebastiano Ardita e rappresenta lo sviluppo della prima operazione della Dia contro il sistema di spartizione degli appalti del Cas, basato su scambi e favori tra imprenditori e dirigenti: alcuni avevano ottenuto anche la ristrutturazione della propria abitazione in cambio di affidamenti diretti e gare truccate.

I soldi dei lavori di messa in sicurezza, secondo quanto ha documentato la Dia, finivano dritti nelle tasche di alcuni dirigenti infedeli che, senza alcun progetto, incassavano premi e benefit.

Nello specifico, nelle varie qualità di funzionari e dipendenti del CAS nonché di incaricati di pubblico servizio, si sono appropriati di ingenti somme di denaro pubblico, distraendole dalle finalità pubbliche a cui erano destinate, sottoscrivendo e formando decreti di liquidazione di incentivi progettuali affetti da falsità ideologica, con i quali – a fronte della mancata esistenza di un elaborato progettuale o di altra documentazione che giustificasse l’emanazione del decreto stesso o, comunque, a fronte del mancato svolgimento, da parte del partecipanti, di una effettiva attività lavorativa giustificante la liquidazione dell’incentivo – hanno indebitamente “sottratto”, nel biennio 2012/2013, complessivamente circa 1,3 milioni di euro dalle casse del Consorzio autostradale.