Linguaglossa, trentacinque anni con l’Avis

La locale sezione dell’associazione dei donatori di sangue venne fondata nel 1981. L’anniversario è stato “festeggiato” con un meeting cui sono intervenuti i responsabili regionali e provinciali dell’organizzazione di volontariato, i quali hanno additato a modello la “cellula” del Comune etneo ed il proficuo impegno del suo promotore ed “intramontabile” presidente Carmelo D’Agostino

Spesso il mondo dell’associazionismo e del volontariato offre poche certezze e tante delusioni in quanto sono parecchi i sodalizi che durano lo spazio di un mattino, magari perché travolti da beghe interne tra i soci. Una virtuosa eccezione è rappresentata dalla sezione di Linguaglossa dell’A.V.I.S. (Associazione Volontari Italiani del Sangue), operativa da ben trentacinque anni, durante i quali è stata ininterrottamente guidata dal suo fondatore Carmelo D’Agostino, benemerito metalmeccanico in pensione che, una volta ritiratosi nel natio paese etneo dopo una vita di lavoro in Svizzera, ha voluto continuare l’esaltante esperienza della donazione del prezioso liquido ematico da lui intrapresa in terra elvetica. Così, sensibilizzando al nobile gesto altri suoi concittadini linguaglossesi, il 16 febbraio del 1981 D’Agostino appose la propria firma all’atto costituivo della locale sezione avisina, della quale fu eletto presidente, ruolo quest’ultimo che aveva già rivestito in Svizzera come massimo responsabile dell’Avis di Berna.

Il significativo traguardo dei trentacinque anni di attività dell’Avis di Linguaglossa è stato solennemente festeggiato nell’appena trascorso fine settimana con una conferenza-cerimonia tenutasi presso l’auditorium del Collegio San Tommaso, cui sono intervenuti i massimi responsabili regionali e provinciali dell’associazione di volontariato e diverse rappresentanze delle sezioni avisine operanti in altri Comuni della provincia di Catania (Acireale, Giarre, Riposto, Piedimonte Etneo, ecc.).

Dopo aver introdotto i lavori insieme al moderatore Nunzio Raineri, il presidente Carmelo D’Agostino ha ricevuto sincere parole di encomio da parte di tutti i relatori, i quali hanno additato a modello il suo spirito di volontariato che, unito alle spiccate doti gestionali, ha consentito all’Avis di Linguaglossa di esprimere a tutt’oggi quasi duecento donatori attivi (alcuni dei quali provenienti anche dai Comuni limitrofi, come Castiglione di Sicilia, Randazzo e Santa Domenica Vittoria), che consentono di raccogliere mediamente il ragguardevole quantitativo di duecentosessanta sacche di sangue all’anno attraverso le varie “Giornate della Donazione”, che il presidente D’Agostino ed i suoi collaboratori organizzano a cadenza pressoché trimestrale.

Franco Strano, presidente dell’Avis Provinciale di Catania, ha dunque dichiarato di essere più che soddisfatto dei brillanti risultati prodotti dalla cellula linguaglossese dell’associazione nazionale di volontariato.

Particolarmente appassionato l’intervento del presidente regionale dell’Avis, Salvatore Mandarà, il quale ha auspicato una sempre maggiore diffusione della cultura della donazione, «perché – ha sottolineato Mandarà – se manca il sangue, gli ospedali rischiano di andare in tilt in quanto impossibilitati ad assolvere ai loro compiti. Per quanto riguarda la Sicilia, nonostante l’impegno e la generosità dei nostri volontari (dai quali proviene il 68% del sangue donato) e di quelli di altre associazioni, la nostra regione non è ancora completamente autosufficiente, per cui una parte di liquido ematico bisogna importarlo da altre parti d’Italia, ad un costo dieci volte maggiore».

Al “compleanno” dell’Avis di Linguaglossa non ha voluto mancare il concittadino illustre Salvatore Castorina, eminente chirurgo, docente universitario e presidente onorario del rinomato Centro Clinico “G. B. Morgagni” di Pedara (CT), il quale ha testimoniato la propria stima nei confronti dei donatori affermando che «sapere di poter contare su quanto più flaconi di sangue possibile, consente al chirurgo di operare con maggiore serenità e, se necessario, di osare di più per salvare una vita umana».

Dal canto suo, il medico Salvatore Sgroi, direttore sanitario dell’Avis linguaglossese, ha manifestato qualche perplessità sulla sempre più restrittiva normativa in materia di donazioni del sangue (l’obbligo, ad esempio, di effettuarle sulle autoemoteche anziché nelle normali sedi associative, la maggior parte delle quali ritenute non a norma), che se da un lato garantisce sicurezza, dall’altro rende più complesse ed onerose le operazioni di raccolta.

Ha concluso il sindaco di Linguaglossa, Rosa Maria Vecchio, la quale si è dichiarata compiaciuta per il fatto che, malgrado il generalizzato invecchiamento della società, nel suo paese il numero di donazioni è rimasto negli anni pressoché costante grazie al ricambio generazionale che il presidente D’Agostino riesce sempre ad attuare facendo avvicinare all’Avis tanti giovani.

Al sindaco Vecchio ed al prima citato Prof. Castorina il presidente regionale dell’Avis, Mandarà, ha donato la spilla con la caratteristica goccetta di sangue, effigiata nel logo ufficiale dell’associazione.

Dopodiché il presidente D’Agostino, il sindaco Vecchio ed i massimi rappresentanti regionali e provinciali dell’Avis hanno proceduto alla consegna degli attestati ai numerosi avisini linguaglossesi, tra i quali in questi anni si sono distinti volontari che hanno effettuato un elevato numero di donazioni; a costoro sono andate delle medaglie speciali in oro (per le 50 donazioni di Salvatore Ferrara, Vincenzo Stagnitta e Costantino Trovato), in oro con rubino (per le 75 donazioni di Santo Lo Giudice, Tania D’Agostino ed Alfia Cosentino) ed in oro con smeraldo (per Carmela Lo Giudice che ha all’attivo ben 100 donazioni).

L’interessante pomeriggio in onore della sezione Avis di Linguaglossa si è concluso con un rinfresco offerto dal meritatamente “intramontabile” presidente Carmelo D’Agostino e dai suoi volontari.

Rodolfo Amodeo

 

FOTO PRINCIPALE: da sinistra Salvatore Mandarà, Carmelo D’Agostino, Franco Strano e Salvatore Sgroi