“Caro bollette” a Gaggi: la parola ai cittadini

Il gruppo d’opposizione “Nuova Gaggi Unita” ha richiesto una seduta aperta di Consiglio Comunale per consentire alla comunità locale di dire la sua sull’impopolare aumento delle tariffazioni sui consumi idrici. Gli esponenti della minoranza hanno anche proposto agevolazioni per i nuclei familiari con redditi bassi ed in cui sono presenti anziani o portatori di handicap

Un Consiglio Comunale urgente ed in seduta aperta, dove anche i cittadini, data la rilevanza del problema, possano dire la loro: è quanto ufficialmente richiesto qualche giorno fa dal gruppo consiliare d’opposizione “Nuova Gaggi Unita” ai massimi esponenti istituzionali del loro Comune.

Oggetto del contendere è l’eccessivo aumento delle somme recentemente richieste ai cittadini gaggesi a fronte dei consumi idrici relativi all’anno 2014.

Sulla spinosa questione sono stati recentemente promossi pubblici incontri e petizioni popolari (anche da parte dell’ex sindaco gaggese Salvatore Pagano) da cui si è evinto che non spetta alla comunità locale pagare le maggiori spese derivanti dai continui guasti di una rete idrica “colabrodo” ereditata dalle Società pubblico-private della Regione Siciliana che l’hanno gestita sino a qualche anno fa.

Nelle varie manifestazioni delle settimane scorse è stato, in particolare, richiesto l’annullamento della “famigerata” delibera n. 63 del 16 luglio 2014, con la quale l’Amministrazione del sindaco Franco Tadduni ha disposto la modifica delle tariffe relative ai servizi di acquedotto e fognatura, aumentandole di più del doppio ed in alcuni casi quadruplicandole rispetto alle annate precedenti.

Diversi, sulla base della normativa vigente e di pronunciamenti giurisprudenziali, i presunti profili di illegittimità individuati dai consiglieri comunali di “Nuova Gaggi Unita” (Rosario Coppola, Filippo Santoro, Angelo Ingino ed Angelo Tosto) nell’impopolare deliberazione dell’estate scorsa: tra questi, l’aver deciso su materie (l’introduzione di nuove tariffe e la modifica delle fasce di consumo) di competenza del Consiglio Comunale; l’aver deliberato su servizi relativi al 2014 ad anno abbondantemente iniziato (ossia il 16 luglio) e, come se non bastasse, pubblicando la delibera in questione dieci mesi dopo (ossia nel maggio scorso, a bollette già pervenute), impedendo di fatto ai cittadini di poter conoscere anticipatamente il costo dei rispettivi consumi idrici ed autodeterminarsi in tal senso; l’aver fondato gli aumenti su un piano finanziario errato e che non è stato trasmesso, come richiesto dalla legislazione in materia, all’Autorità per l’Energia per la relativa approvazione; l’aver inserito nella bollettazione anche una voce riferita alla depurazione, mentre la realizzazione del depuratore consortile avrebbe subito una battuta d’arresto.

La riunione di Consiglio Comunale in seduta aperta per “rilevanti motivi di interesse generale”, invocata dal gruppo “Nuova Gaggi Unita” richiamandosi all’art. 64 (comma 1) del regolamento del civico consesso, potrebbe effettivamente dare uno “scossone” alla risoluzione della problematica che sta preoccupando non poco i cittadini gaggesi, i quali hanno per il momento “congelato” il pagamento della prima rata delle impopolari bollette, venuta a scadenza il 31 maggio scorso.

Alla richiesta di convocazione del Consiglio Comunale in seduta urgente ed aperta, gli esponenti di “Nuova Gaggi Unita” hanno allegato le loro proposte di modifica del regolamento comunale per l’uso e la distribuzione dell’acqua potabile, prevedendo l’abbassamento da tre a due delle fasce di consumo nonché il dimezzamento delle tariffe per i nuclei familiari che, sulla base del numero dei componenti e dell’eventuale presenza di anziani o portatori di handicap, percepiscono redditi inferiori ai tremila, ai cinquemila ed ai settemila euro l’anno.

Rodolfo Amodeo