Scambio di coppia “a pagamento”: sequestrati due club privée VIDEO

Lo scambio di  coppia avveniva ma non secondo le “regole” degli “scambisti doc” ma attraverso lo sfruttamento della prostituzione. Per questo, su delega della Procura della repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla p.g., emessa in data 11.2.2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di cinque persone di cui non sono state fornite le generalità complete (due dei quali pregiudicati): C.A.; A.U. – pregiudicato; G.A.C. – pregiudicato; L.R. e L.V., in quanto ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

La misura cautelare accoglie gli esiti di indagini eseguite dalla Squadra Mobile – Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione” nell’arco temporale aprile  – dicembre 2012 che hanno evidenziato come all’interno di due club privée, “Il Giardino di Giulia”, ubicato a Viagrande ed il  “Pantheon”, ubicato a Pedara, apparentemente riservati a coppie scambiste, si celava l’esercizio della prostituzione.

Gli ideatori ed organizzatori dell’attività di prostituzione risultavano rispettivamente C.A. e A.U. per il club denominato “Il Giardino di Giulia” mentre G.A.C. e L.R. lo erano per il “Pantheon” dove erano coadiuvati da L.V.; costoro, dietro la parvenza di promotori di serate ricreative per coppie libere non esitavano a sfruttare non solo le singole prostitute ma le loro stesse compagne decidendo il tipo di serata da organizzare, le finte coppie da reclutare, a chi proporre di prostituirsi e il trattamento anche economico da riservare ai singoli clienti.

Entrambi i club avevano la forma giuridica di associazione senza scopo di lucro che perseguiva la finalità di favorire il libero amore e lo scambio di coppie (tanto che era consentito l’accesso ai soli soci), ma le indagini hanno evidenziato un evidente scopo di lucro. Infatti, i nuovi iscritti pagavano un costo per l’iscrizione annua: nel caso in cui entravano in coppia pagavano un’ulteriore somma ad ingresso mentre, invece, nel caso in cui accedevano uomini singoli il corrispettivo da pagare ammontava ad una cifra che oscillava tra i 130 ed i 150 euro ad ingresso.

Lo scopo del profitto era ancorato all’attività di sfruttamento della prostituzione svolta all’interno  dei locali, dove  accedevano  uomini  singoli  previo  pagamento  di  un  biglietto d’ingresso, di gran lunga superiore rispetto a quella di ordinari locali ludici. All’interno dei club è stata rilevata la presenza sia di meretrici che di cosidette “coppie immagine”, ovvero coppie di coniugi di apparenti scambisti che camuffavano la prostituzione delle moglie.

Nel medesimo provvedimento il Gip del Tribunale di Catania ha disposto il sequestro preventivo de locali dei due club privée  Il Giardino di Giulia” – oggi “La villa di Giulia” e “Pantheon”.