Un Catania al bacio contro il Perugia

Seconda vittoria consecutiva del nuovo Catania di Marcolin che si sbarazza del Perugia col più classico dei risultati. Tra sette giorni nuovo test a Modena

Magari non sarà stata una vera prova del nove (quella è in programma tra una settimana a Modena), ma il Catania vittorioso per due reti a zero contro il Perugia ha convinto proprio tutti. Attraverso un gioco corale ed a sprazzi spettacolare, i rossoazzurri hanno avuto la meglio su avversari che sono riusciti a confezionare alcune azioni pericolose solamente sul finale di gara. Sugli scudi un ispiratissimo Alessandro Rosina, trentun anni ieri, sempre più al centro del progetto tattico voluto da Marcolin che lo vede protagonista tra le linee avversarie nella posizione di trequartista. Con una mediana così attrezzata, fatta di qualità (Sciaudone ha dimostrato di avere dei piedi educatissimi ed una visione di gioco totale) e di quantità (Rinaudo e Coppola costituiscono un argine difficilmente penetrabile per gli avanti avversari), il fantasista calabrese può finalmente concedersi il “lusso” di giocare nella posizione a lui più congeniale ovvero a ridosso delle due punte. Calaiò e Maniero, formidabili, che a dispetto della loro importante struttura fisica non sono solamente due punteri offensivi, ma il vero ago della bilancia che ha consentito a Marcolin di trovare la quadratura del cerchio. Perché i due attaccanti sono i primi a rinculare quando la fase di gioco lo richiede, andando ad irrobustire un centrocampo che finalmente non va mai in apnea. I progressi della Catania sono riconducibili anche alla grande metamorfosi avvenuta all’interno della retroguardia, non più costituita da prezzolati giocatori poco votati al sacrificio, ma da interpreti che fanno dell’umiltà e della concentrazione i valori aggiunti.

Una rivoluzione che ha convinto persino i tifosi, ieri presenti in gran numero al Massimino, risoluti nelle loro richieste (la riapertura delle porte di Torre del Grifo e l’allontanamento dell’amministratore delegato Cosentino) ma che hanno sostenuto ed incitato i giocatori in maglia rossazzurra.

I numeri, del resto, parlano chiaro. Seconda vittoria consecutiva (non accadeva dall’undicesima di campionato) e porta inviolata da 180′, record stagionale. In due gare, poi, sono state realizzate sei reti – con tutta la batteria d’attaccanti alla realizzazione – ed appena cinque gialli sono stati comminati ai giocatori in maglia rossazzurra.

Un’inversione di tendenza netta rispetto al passato. Che adesso appare così lontano nel tempo che viene quasi voglia di sperare in qualcosa di più nella semplice salvezza, che rimane comunque il primo obiettivo stagionale.

Classifica alla mano, il Catania rimane ancora in una zona particolarmente calda, ad appena una lunghezza dalla zona playout, dalla quale si tira fuori a distanza di un mese, ma accorcia sull’ultima posizione valida per l’accesso ai playoff, occupata attualmente dall’Avellino atteso nel posticipo di lunedì a La Spezia.

C’è grande curiosità adesso per vedere all’opera l’undici di Marcolin in trasferta, a Modena tra sette giorni. La compagine emiliana occupa attualmente una tranquilla posizione metà classifica, che ha consolidato soprattutto attraverso buoni risultati conseguiti al “Braglia”, dove ha concesso pochissimo agli avversari (con sei reti al passivo, insieme al Varese, i canarini vantano la difesa meno perforata della cadetteria relativamente alle gare interne) ed hanno concesso i tre punti solamente in una occasione, alla tredicesima, contro l’Avellino.

 Cronaca e tabellino

Il Catania parte bene e guadagna da subito metri di campo, costringendo il Perugia ad affidarsi alle sole ripartenze. Al quinto minuto la prima occasione per gli etnei: Mazzotta mette dentro un pallone dalla sinistra sul quale interviene Sciaudone che di prima intenzione impegna severamente Provedel. Sulla ribattuta, Rinaudo calcia forte ma spedisce la palla sopra la traversa. Al minuto 17 doppia chance per Maniero, che prima calcia dall’altezza del dischetto senza fortuna ed appena sessanta secondi più tardi ci riprova, per mezzo di un tiro ad incrociare, scoccato dopo una importante percussione, deviato in angolo dall’estremo difensore biancorosso.

Il Catania continua ad attaccare e la pressione offerta mette alla corde l’avversario che al minuto ventuno capitola: Rosina da calcio da fermo imbecca Maniero che anticipa di testa Provedel in uscita ed insacca per il vantaggio etneo. È festa grande al Massimino che finalmente ritrova il calore del proprio pubblico amico. Per Maniero, seconda realizzazione consecutiva che gli consente di raggiungere la vetta della classifica marcatori stagionale con 14 reti all’attivo.

La reazione degli avversari è poca roba, appena un paio di manovre lungo la corsia sinistra ed una conclusione sul fondo, al trentunesimo, di Fabinho. Un minuto più tardi Rosina mette in mezzo un traversone dalla corsia destra all’indirizzo di Calaiò. L’arciere si coordina in acrobazia e per poco non confeziona l’ennesimo gol da cineteca che avrebbe rischiato di buttare giù tutto lo stadio. L’intesa tra i due attaccanti rossoazzurri migliora visibilmente, ed al minuto trentasette il numero 9 etneo gioca di sponda aerea sul compagno di reparto, che impegna l’estremo difensore avversario in una parata in tuffo basso. Un minuto più tardi, buona occasione per il Perugia con Lanzafame (ex della gara e migliore in campo tra i suoi) che supera il diretto marcatore ed effettua un tiro cross che taglia tutta l’area di porta ma sul quale non interviene nessuno compagno.

Sul finale della prima frazione di gara Gillet evita il peggio riuscendo ad anticipare provvidenzialmente in uscita l’accorrente Parigini.

Ad inizio ripresa il Catania subito 2-0: Belmonte scappa via lungo la sua corsia di competenza liberandosi del diretto marcatore ed una volta penetrato all’interno dell’aria di rigore mette al centro per Calaiò che col piattone supera Provedel da distanza ravvicinata. Il doppio svantaggio chiama gli uomini di Camplone ad una risposta, che puntuale arriva pochi minuti più tardi. Gillet, però, dimostra che il lungo corteggiamento che Società di Via Magenta gli ha riservato era più che giustificato. Il numero uno rossazzurro si supera al 51′ con un doppio intervento miracoloso su Lanzafame, che fuga ogni dubbio (se mai ce ne fossero stati) sull’integrità fisica e sulla voglia di giocare da parte dell’estremo difensore ex toro.

Il Perugia cambia disposizione tattica passando al 4-3-3, Camplone getta nella mischia anche l’esperto Taddei ed al 68′ gli ospiti vanno vicinissimi alla rete, negata a Goldaniga solo dalla traversa, incocciata sugli sviluppi di un corner. Due minuti più tardi i biancorossi hanno una nuova occasione per accorciare le distanze, stavolta con Nicco, ma la conclusione si spegne sull’esterno della rete. Nel finale, mentre il Perugia rimane in dieci uomini per il doppio giallo comminato a Fabinho, tra le fila del Catania c’è spazio per Chrapek, che si colloca in regia consentendo a Rosina di giocare al fianco di Calaiò, Spolli e Barisic.

CATANIA-PERUGIA 2-0

21′ Maniero, 50′ Calaiò

CATANIA: (4-3-1-2) 1 Gillet; 26 Belmonte (dal 80′ Spolli), 5 Schiavi, 45 Ceccarelli, 43 Mazzotta; 44 Sciaudone, 21 Rinaudo, 42 Coppola; 10 Rosina, 9 Calaiò (dal 87′ Barisic), 7 Maniero (dal 73′ Chrapek). A disposizione: 22 Terracciano, 15 Sauro, 3 Spolli, 24 Capuano, 8 Escalante, 39 Odjer, 20 Chrapek, 14 Barisic, 19 Castro. Allenatore: Marcolin

PERUGIA: (4-3-3) 22 Provedel; 13 Rossi, 6 Goldaniga, 29 Giacomazzi; 27 Parigini (dal 60′ Vinicius), 7 Verre (dal 65′ Taddei), 19 Fossati, 8 Nicco (dal 84′ Nielsen), 11 Fabinho; 28 Lanzafame, 9 Falcinelli, 11 Fabinho. A disposizione: 1 Koprivec, 31 Pettinelli, 3 Lo Porto, 33 Vinicius, 14 Lignani, 4 Nielsen, 10 Taddei, 30 Zebli, 27 Parigini, 40 Mendez. Allenatore: Camplone

ARBITRO: Baracani di Firenze

Ammoniti: Rossi, Calaiò, Rinaudo, Parigini, Schiavi, Falcinelli, Fabinho (2)

Espulsi: Fabinho

Recupero: 1′ e 4