Un uomo trasforma terreno in prigione per cani

Mura dei cani all’interno della sua proprietà ed impedisce che possano uscire a nutrirsi. Ci sono notizie che, spesso, sono la dimostrazione di una ignoranza infinita che ci attanaglia e diventano il termometro del nostro “grado” di arretratezza. Notizie che, talvolta, crediamo, a torto o a ragione, meritino il silenzio come questa forse, ma che, invece, decidiamo di pubblicare nella speranza che, se dovessero esistere casi analoghi o “cervelloni” simili, possano trarre spunto dall’episodio per modificare il loro atteggiamento o almeno farli riflettere qualche minuto.
Quella che raccontiamo è una storia che viene divulgata, attraverso una nota su Facebook, dall’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) di Catania e si svolge in provincia di Catania e precisamente nel territorio del Comune di San Giovanni La Punta.
«Un gruppetto di cittadini – inizia la nota – si occupava da circa 5 anni di un branco pacifico di cani a San Giovanni La Punta. I cani stanziavano dentro un terreno praticamente incolto al punto da aver convinto i cittadini che lo stesso terreno fosse abbandonato. Questo fino al giorno in cui il proprietario si è accorto della presenza dei cani e dei volontari e di fatto ha proibito che gli animali potessero uscire a cibarsi». E non sarà stato semplice per il proprietario che, per raggiungere il suo scopo, ha in un primo momento, continua la nota, «murato il perimetro del terreno!». E fin qui nulla da ridire… Avrà pensato che si trattava di inquilini fastidiosi che violavano la sua proprietà quindi lecito recintare la stessa e sfrattare i cani.
Invece no. Qui il racconto assume dei contorni incredibili. Infatti pare che il proprietario volesse esser sicuro, dopo aver chiuso i cani all’interno della sua proprietà, che nessuno riuscisse a sfamarli gettando al di là della recinzione del cibo. Come ha fatto lo spiega sempre la nota: «piazzandosi giorno e notte fuori dalla proprietà, per strada, impedendo ai volontari di avvicinarsi». E, non potendo coprire H24 il turno di “sorveglianza”, pare abbia coinvolto anche figli e parenti con i quali si dava il cambio.
Ora, ci chiediamo, può succedere di incontrare una persona bislacca, cattiva o come meglio si possa definirla, ma, addirittura una intera famiglia, compresi i parenti non di primo grado, che tipo di associazione è?
cani2cani2«Gli animali sono quindi rimasti senza acqua e cibo per giorni – continua la nota –. La grande preoccupazione, per i volontari, non erano tanto gli adulti che, bene o male, potevano trovare una via di fuga, ma alcuni cuccioli perchè non riuscivano ad uscire».
«La storia è lunga ma basti sapere che il proprietario non ne voleva sapere di permettere il recupero dei cani fino all’ordinanza del sindaco che ha sancito la fine di questa pazzia!».
Dopo 15 giorni di ricerche su 8 cuccioli ne sono stati recuperati solo 4, tutte femminucce, che ora sono in cerca di adozione e verranno affidate “microchippate” e con il trattamento antiparassitario già fatto.
Per chi volesse adottarne qualcuna può cliccare sul profilo dell’ENPA (se utente iscritto a Fb) e trovare i riferimenti oppure, in alternativa, inviare una mai a info@gazzettinonline.it e verranno forniti i riferimenti opportuni.

nella foto Enpa le cucciole sopravvissute