Giardini Naxos celebra Domenico Di Mauro, l’ultimo maestro del carretto siciliano

Il noto artista acese, pur avendo superato il secolo di vita, non disdegna di lavorare “in trasferta” per incontrare i suoi ammiratori ed “affascinarli” con le sue pittoresche decorazioni dell’antico e caratteristico mezzo di trasporto dei nostri avi

La “Taverna” sul lungomare Tysandros di Giardini Naxos, sede dello storico “Fotoclub” fondato e presieduto da Angelo Savoca, ha ospitato negli ultimi giorni, per ben due volte, un’illustre personalità siciliana che con i suoi dipinti continua ad incarnare la più autentica tradizione artistica della nostra isola. Ci riferiamo a Domenico Di Mauro, “leggendario” pittore dei carretti che, nonostante abbia oltrepassato da un anno il secolo di vita, continua ad adornare di scene raffiguranti le gesta dei mitici Paladini di Francia e di altri epici personaggi ambientandole in luoghi e paesaggi della nostra terra.

E, proprio qualche settimana fa, il Comune etneo di Aci Sant’Antonio, facendo leva sulla notorietà derivatagli dall’illustre concittadino Di Mauro, ha inaugurato un “Museo del Carretto Siciliano”.

Ma, grazie all’amicizia che lo lega al benemerito operatore culturale Angelo Savoca, pure Giardini Naxos è uno dei luoghi più amati dal maestro Di Mauro, il quale nei giorni scorsi è stato ancora una volta accolto, insieme al figlio Nello ed a qualche altro amico, nella “Taverna” naxiota, dove ad attenderlo c’erano anche Saro Bellinghieri, appassionato cultore delle tradizioni popolari giardinesi, ed il giornalista Rosario Messina.

«Col maestro Di Mauro – ha dichiarato il presidente del “Fotoclub Naxos”, Angelo Savoca – abbiamo trascorso un’ennesima piacevole serata, all’insegna di aneddoti e fatti del passato che questo grande artista della nostra terra ci ha raccontato, con una lucidità ed una dovizia di particolari che fanno invidia ad un giovane. Ed un paio di giorni dopo, Di Mauro è tornato da noi munito di cavalletto e pennelli per mostrarci come usa dipingere le sponde dei carretti siciliani: questa sua “estemporanea” ha costituito un autentico “evento” per tantissimi turisti e curiosi, affascinati dal suo modo di disegnare e desiderosi di apprenderne i segreti».

La piccola bottega del Comune di Aci Sant’Antonio, dove Domenico Di Mauro ancora lavora, è meta ogni giorno di appassionati che restano ammirati dalla “mano ferma” con cui il vegliardo artista descrive le gesta di Orlando e Rinaldo nonché le eruzioni dell’Etna, le scene della Cavalleria Rusticana ed altri soggetti di matrice tipicamente sicula. Le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo e tanti sono i riconoscimenti che ha ottenuto nel corso della sua prestigiosa carriera.

Nato nel 1913 a Guardia Mangano (frazione di Acireale) da un ciabattino e barbiere e da una casalinga, Di Mauro consegue la licenza elementare, dopodiché si trasferisce dai nonni paterni ad Aci Sant’Antonio per apprendere, così come tanti altri umili ragazzi della sua generazione, un mestiere che gli consenta di dare un sostegno economico alla famiglia.

Il centro acese era, a quel tempo, il più importante della Sicilia Orientale per quel che riguarda la decorazione dei carretti, arte che il piccolo Domenico comincia ad esercitare con straordinari risultati sin dall’età di dodici anni frequentando la bottega dello zio Vincenzo. Ed appena qualche anno dopo è in grado di “spiccare il volo” mettendosi in proprio ed andando a lavorare, su richiesta di maestri di bottega che avevano avuto sentore della sua bravura, nei Comuni messinesi di Santa Teresa Riva e Furci ed a Scordia.

Nel 1928 decide di far ritorno ad Aci Sant’Antonio, dove apre una bottega tutta sua divenuta famosa a livello nazionale e persino internazionale: le sue coloratissime fiancate (o “sponde”) di carretto, riproducenti prevalentemente le gesta dei Paladini di Francia, le scene della “Cavalleria Rusticana” e della “Gerusalemme Liberata” e le leggende dei Ciclopi e di Aci e Galatea, hanno destato l’ammirazione di numerosi “vip”, per i quali una visita al laboratorio del maestro Di Mauro costituiva una tappa d’obbligo ogni qualvolta si trovavano di passaggio in Sicilia. Tra i frequentatori illustri di quella bottega vi erano, ad esempio, lo scrittore Carlo Levi, i pittori Salvatore Fiume e Corrado Cagli, il poeta premio Nobel Salvatore Quasimodo, il regista Pier Paolo Pasolini, il documentarista Folco Quilici ed altre eminenti personalità dell’arte e della cultura dei decenni scorsi. Nel 1963, addirittura, Di Mauro ricevette l’inattesa visita del Re Gustavo di Svezia e della di lui consorte, che fecero improvvisamente arrestare il loro imponente corteo di auto e moto per andare a fare acquisti nella “mitica” bottega. Ed un carretto in miniatura venne commissionato all’artista acese anche dal presidente americano John F. Kennedy per regalarlo ad un’amica.

All’arte di Domenico Di Mauro sono stati dedicati mostre ed eventi vari nei luoghi espositivi più prestigiosi d’Italia e del mondo, tra cui alla Rassegna Internazionale dell’Artigianato di Firenze ed al “Musée de l’Homme” di Parigi, dove a tutt’oggi è esposto un suo carretto.

La “sua” Sicilia lo ha doverosamente insignito di diversi riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro della Camera di Commercio di Catania ed il “Trofeo del Maestro” nell’ambito della manifestazione internazionale “Etna d’Oro” del 1983.

La statura artistica di Domenico Di Mauro fa mettere inevitabilmente in secondo piano il suo altrettanto lodevole ed appassionato impegno politico in seno al movimento socialista, culminato, nel 1944, nell’elezione a sindaco di Aci Sant’Antonio, carica che rivestirà per due anni per poi far ritorno a tempo pieno alla sua amata attività di pittore di carretti, che esercita a tutt’oggi, alla venerandissima età di centouno anni, dedicandole le ore della mattinata.

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: Di Mauro al lavoro nel suo laboratorio ed a Giardini Naxos tra Angelo Savoca ed un’amica