La “Sicilia Esoterica” di Marinella Fiume

La recente pubblicazione della scrittrice ed intellettuale etnea è reduce da un lungo “tour letterario” di presentazione in numerosi ed importanti Comuni dell’isola, mostratisi interessati ai contenuti del volume, incentrato sulle leggende popolari e su certi “misteri” che rivelano l’essenza più autentica e profonda della nostra terra, aiutandoci a comprenderla meglio

La professoressa Marinella Fiume, docente di Lettere Classiche e studiosa di Antropologia e Medicina Popolare, vanta una ricca bibliografia di opere di narrativa e saggistica da lei date alle stampe negli ultimi decenni. Ma la sua recente “Sicilia Esoterica”, edita per i tipi della prestigiosa “Newton Compton” nell’ambito della collana “Misteri Italiani”, presenta sicuramente un “fascino” particolare, al punto che, ad oltre sei mesi dalla sua pubblicazione, enti pubblici, associazioni culturali ed istituti scolastici della nostra regione ancora si contendono le presentazioni ufficiali di tale apprezzatissimo volume.

L’ultima ha avuto luogo a Palermo lunedì scorso, ma in precedenza il “tour letterario” di “Sicilia Esoterica” aveva toccato numerose altre importanti località quali Catania, Messina, Siracusa, Taormina, Giardini Naxos, Gela, Caltagirone, Giarre, Acireale, Augusta, Belpasso, Sant’Agata Li Battiati, Linguaglossa, ed, ovviamente, Fiumefreddo, Comune di residenza dell’autrice (che ne è stata anche sindaco negli Anni Novanta), e Noto, che a Marinella Fiume ha dato i natali.

Ma a dirla lunga sull’indiscusso pregio di quest’ennesima fatica letteraria della “vulcanica” intellettuale siciliana è anche il suo approccio con l’autorevole casa editrice nazionale “Newton Compton”, i cui dirigenti, a differenza di quanto solitamente avviene in casi del genere (dove è l’autore a “corteggiare” l’editore, e non viceversa), sono stati loro ad esortare la Fiume a mandare in stampa questa sua appassionata e meticolosa ricerca, che affonda le proprie origini negli anni in cui l’autrice attendeva ancora agli studi universitari per poi proseguire con indagini condotte direttamente sui luoghi e letture di tutto quanto è stato scritto e pubblicato al riguardo.

Ne è scaturita una corposa ed elegante pubblicazione (intelligentemente messa in vendita – in questi tempi di magra – al modico prezzo di € 9,90) di trecentocinquanta pagine articolate in una trentina di capitoli, ognuno dei quali, in maniera piacevolmente discorsiva, analizza una leggenda o un “mistero” tra quelli evocati da curiosi e suggestivi angoli naturalistici, celebri monumenti e racconti popolari tradizionali della terra di Sicilia.

Tanto per citare solo alcuni dei numerosi ed “intriganti” contenuti di “Sicilia Esoterica”, si va dal vulcano Etna, considerato “porta dell’Inferno” ma anche “scrigno” del Santo Graal, ai megaliti dell’Argimusco, con la loro presunta funzione di collegamento tra la Terra e l’Universo; dai significati reconditi che potrebbero celarsi nella statua-simbolo della città di Catania, ovvero l’elefante “Liotru”, ai “miti” prettamente messinesi dei giganti Mata e Grifone e di Colapesce; dall’inquietante carcere palermitano dello Steri, un tempo teatro di indicibili torture inflitte a “streghe” e “medichesse” dal Tribunale della Santa Inquisizione, alle dimore infestate dagli spiriti, come il maniero del nobile Raniero Alliata di Pietratagliata.

E noi del settimanale “Il Gazzettino” siamo stati onorati di aver fornito a Marinella Fiume degli spunti utili per la parte di “Sicilia Esoterica” dedicata agli animali demoniaci ed, in particolare, a quel mostro leggendario chiamato “Sugghiu”, orripilante ibrido tra un essere umano, un mammifero ed un rettile, a tutt’oggi di tanto in tanto avvistato nelle zone umide e paludose dell’isola ed al quale il sottoscritto aveva dedicato, nel marzo 2013, un apposito servizio giornalistico, citato e ripreso nel volume in questione alle pagine 162 e seguenti.

“Sicilia Esoterica” ci mostra, pertanto, quella Sicilia che è impossibile trovare nelle guide turistiche tradizionali, ma che proprio in questo dovizioso studio della professoressa Fiume esprime la sua essenza probabilmente più autentica, come coacervo di saperi tramandati nei millenni che la rendono una terra effettivamente unica ed ancora tutta da scoprire. Ed in questa “scoperta” l’esoterismo può essere di grande utilità: erroneamente considerato sino a pochi anni fa una forma di irrazionale “sotto-controcultura” antimoderna ed antiscientifica generata da ignoranza e superstizione, oggi è addirittura materia di studio in diverse Università.

E come hanno sottolineato sia l’autrice che le diverse eminenti personalità della cultura siciliana intervenute alle varie presentazioni di “Sicilia Esoterica” (tra cui il critico letterario Salvatore Scalia, la scrittrice Silvana Grasso, l’operatrice culturale Fulvia Toscano, l’archeoastronomo Andrea Orlando ed i docenti universitari Nicolò Mineo e Mario Bolognari), proprio dall’esoterismo e dalle sue bizzarre figure (streghe, guaritrici, sciamani, ecc.) possono venire risposte agli atavici e profondi interrogativi sul senso della vita, che l’uomo da sempre si è posto fino a “crearsi” concezioni filosofiche e culti religiosi, che dell’esoterismo, in fondo, non sono altro che “frammenti sparsi”.

“Sicilia Esoterica” di Marinella Fiume è, pertanto, un testo che non può assolutamente mancare nelle librerie di tutti coloro i quali si professano “sicilianisti” e vogliono avere della loro terra una visione che vada oltre la “fredda” e senza dubbio “incompleta” razionalità di cui ancora oggi trasuda il sapere cosiddetto “ufficiale”.

Rodolfo Amodeo