Francavilla, voglia di… commissari

Si attende “con ansia” quello regionale che dovrà approvare il Bilancio 2013. Ma c’è chi invoca anche quelli “locali” per indagare sulle passate gestioni amministrative del sindaco Nuciforo, che chiede le immediate dimissioni del suo successore ed ex alleato Monea

 

Per la comunità di Francavilla di Sicilia il nuovo anno 2014 non è certo iniziato sotto i migliori auspici. Le incessanti beghe politiche stanno, infatti, paralizzando alcuni importanti servizi che la locale Amministrazione Comunale dovrebbe garantire ai cittadini, a cominciare dall’assistenza domiciliare per gli anziani, per l’interruzione della quale si sono già registrate vibrate proteste da parte della fascia di popolazione interessata, anche col supporto di autorevoli sigle sindacali.

Tutto nasce dalle “divergenze di vedute” dei consiglieri comunali sul Bilancio 2013, che hanno impedito l’approvazione di quest’ultimo. Adesso, non resta che attendere l’insediamento del commissario regionale avente il compito di sostituirsi al civico consesso francavillese per predisporre lui l’importante documento contabile, senza del quale l’ente di Piazza Annunziata si ritrova ad essere fortemente limitato nelle possibilità di spesa.

Dal canto loro gli amministratori comunali, con in testa il sindaco Lino Monea, respingono ogni addebito in merito alla grave situazione di impasse venutasi a creare, addossandone la responsabilità solo ed esclusivamente a quei consiglieri che si sono rifiutati di dare il loro voto favorevole al Bilancio 2013. L’indice accusatorio viene, in particolare, puntato contro i tre “dissidenti” della maggioranza costituitisi nel gruppo autonomo (ma, di fatto, all’opposizione) “Uniti per Francavilla”.

E, non a caso, sia il primo cittadino che il capogruppo dell’ormai ex maggioranza Giuseppe Di Natale da un paio di settimane accarezzano pubblicamente l’idea di dar vita ad una sorta di “Commissione d’Inchiesta”, composta dagli stessi consiglieri comunali, che faccia luce sul precedente decennio amministrativo, quando a guidare il Comune dell’Alcantara era Salvatore Nuciforo, ex “grande sponsor” dell’attuale sindaco Monea ed oggi suo acerrimo oppositore. «Tale organismo – ha dichiarato Di Natale – dovrebbe servire a fare chiarezza sulla reale situazione finanziaria che la nostra Amministrazione ha ereditato da quelle precedenti onde porre fine una volta per tutte a speculazioni e “veleni” di cui il nostro paese, in questa delicata fase di recessione, non ha certo bisogno». L’allusione è all’accusa, reiteratamente rivolta da Nuciforo al suo successore, di non aver saputo utilizzare al meglio le ingenti risorse finanziarie che l’ex sindaco del decennio 2002-2012 avrebbe lasciato nelle casse comunali. A dire la sua sulla controversa questione ci tiene il giovane capogruppo di “Uniti per Francavilla” Andrea Lo Presti.

«Alla fine dell’estate 2012 – sottolinea Lo Presti – io stesso, che allora ero ancora nella maggioranza a sostegno dell’Amministrazione Monea, presentai una richiesta di accesso agli atti finanziari del Comune in quanto avvertivo la “strana sensazione” che il milione ed ottocentomila euro di avanzo d’amministrazione lasciato dal sindaco uscente Nuciforo lo si stesse “prosciugando” per effettuare spese non strettamente necessarie (tra cui quelle per l’allestimento di una sontuosa kermesse di spettacoli estivi e per il cambio di arredamento in qualche stanza del municipio). Con quell’ingente somma, invece, si sarebbero potuti garantire i servizi essenziali alla cittadinanza, anche per gli anni futuri.

«Ed è ora di finirla col demonizzare quei consiglieri comunali che non abbiamo consentito l’approvazione del Bilancio 2013! Sino a prova contraria, siamo consiglieri che onoriamo il mandato conferitoci dai cittadini studiandoci gli atti e rispettando le leggi ed i regolamenti. Ebbene: con riferimento al recente Bilancio, abbiamo riscontrato che, per tutta una serie di motivi, non sussistevano le condizioni di legittimità affinché lo si potesse approvare».

A rincarare la dose provvede l’ex sindaco Salvatore Nuciforo, oggi consigliere comunale e “padre ispiratore” del gruppo “Uniti per Francavilla”.

«Al sindaco Lino Monea – esordisce il predecessore di quest’ultimo – vorrei umilmente “consigliare” due cose. Intanto, anziché fare la vittima e criminalizzare chi non la pensa come lui, sarebbe opportuno che si andasse a spulciare quelle normative che consentono agli enti locali, anche in assenza di Bilancio, di poter ugualmente garantire, sia pur in misura ridotta, i servizi essenziali.

«Ma ciò che mi preme maggiormente fargli capire è l’assoluta opportunità delle sue dimissioni. Questo perché la comunità francavillese non merita affatto questo stato di perenne ingovernabilità, dove alla mancanza di numeri in Consiglio Comunale si aggiunge una palese inadeguatezza amministrativa: mi riferisco, in particolare, a quei recenti progetti a scopi turistici e sociali cui il nostro Comune non ha avuto accesso (sprecando preziose occasioni per dare servizi e lavoro ai francavillesi) a causa di banalissimi errori e dimenticanze nell’istruttoria delle relative pratiche (e, come se non bastasse, rimangono lettera morta i progetti che il sottoscritto aveva avviato ed a cui, chissà perché…, non si sta dando seguito!).

«Ma, al di là di questo, non si rende conto il sindaco Monea di non essere più rappresentativo della popolazione locale?! Coloro che sono rimasti a sostenerlo sono ormai ridotti al lumicino in quanto in questi mesi abbiamo via via preso le distanze da lui buona parte dei suoi originari sostenitori (ultimamente anche il vicepresidente del Consiglio Mohamed Mafhoum e l’assessore Rosario Sorbello, dimessosi pochi giorni fa per impegni personali, ndr). Pertanto, facendo i cosiddetti “quattro conti della massaia”, oggi Monea ed i suoi “fedelissimi” esprimono appena 497 voti, ossia pressoché un terzo dei 1654 che fanno da “base” all’intero Consiglio Comunale (se poi ci rapportiamo al numero complessivo dei votanti, il tasso di popolarità del nostro primo cittadino rischia di abbassarsi ancora di più).

«Adesso, anziché recitare il “mea culpa” e trarne le dovute conseguenze, viene agitato questo “spauracchio” della Commissione d’Inchiesta sul mio decennio amministrativo. Ebbene: non posso che… plaudire ad un’iniziativa del genere! Tale organismo, infatti, da un lato consentirà di ripercorrere un’esperienza esaltante e virtuosa, dalla quale ci potrà essere solo da imparare; e dall’altro ci farà “ricordare” come buona parte degli attuali amministratori comunali, a cominciare dal sindaco Monea, furono adeguatamente compartecipi della mia gestione, anche e soprattutto nel tanto discusso settore finanziario, nel quale mi preme sottolineare che non vi è traccia di mutui e debiti fuori bilancio contratti dal sottoscritto, tranne, durante il primo mandato, qualche caso eccezionale dovuto alla necessità di effettuare lavori pubblici di assoluta urgenza».

Rodolfo Amodeo