Fatalità… che si poteva evitare?

San Pietro Clarenza, morte nel capannone abbandonato nonostante le denunce di rischio per l’area arrivate da più parti

Tante volte, attraverso il Gazzettino, abbiamo denunciato il grave pericolo esistente nel capannone abbandonato da circa 40 anni nella centralissima via Umberto di San Pietro Clarenza. Sarà stata fatalità, disgrazia o altro, ma in quel luogo si è verificata la morte del pensionato 84enne Eugenio Di Bella. Il Di Bella, molti anni addietro, aveva lavorato nel capannone dove è precipitato, nella stessa macchina che le ha provocato la morte. L’abitazione del Di Bella si trova al primo piano della centralissima via Umberto, all’interno, addossato al suo balcone, vi è il vecchio capannone in disuso da circa 43 anni. Lì vi era una fabbrica di mattonelle, poi venne trasformato in falegnameria, dove per alcuni anni lavorò Di Bella. L’uomo voleva recuperare una posata caduta sul tetto del capannone, che per il peso è sprofondato: cadendo sopra macchinari arrugginiti, rimasti dentro il capannone, è rimasto trafitto, morendo all’istante.

Da anni, attraverso il Gazzettino, abbiamo evidenziato il pericolo della copertura in amianto e per quello che era rimasto dentro il capannone. Un cittadino, nel dicembre 2011, presentò denuncia alla Procura della Repubblica. Vi furono interrogazioni in Consiglio comunale: nella seduta di martedì 17 luglio 2012, fu dichiarato che “dopo due interrogazioni dei consiglieri di maggioranza, Alfio Distefano e Stefano Galatà, il sindaco Enzo Santonocito diede incarico al comando della Polizia municipale, ed al capo settore dell’Ufficio Urbanistica, arch. Danilo Leone per verificare la situazione”. I vigili urbani individuarono il proprietario, fu fatta una ispezione all’interno da parte della Polizia municipale, come precisò il comandante f.f. Antonio Pappalardo, che disse: “Pare che non ci sia tanto pericolo, ma essendo una vecchia struttura bisogna tenerla sotto osservazione”. Nella seduta di consiglio il presidente Orazio Amantia ed il sindaco Santonocito, facevano presente che “il proprietario ha esibito perizie e dichiarazioni di professionisti e strutture specializzate, che asseriscono non vi è pericolo”.

Michele Milazzo