Plurilinguismo “a portata di mouse”

Sergio Gregorio, giovane funzionario della Cancelleria Federale Svizzera originario di Francavilla di Sicilia, è alla guida dell’innovativo Progetto “TERMDAT”, che consente di facilitare i rapporti e la comunicazione tra le istituzioni ed i cittadini elvetici

 

Anche Francavilla di Sicilia è uno dei Comuni della nostra isola che può vantare diversi figli benemeriti fattisi onore in terra straniera (pure su queste pagine abbiamo già avuto modo di occuparci di Tano Cipolla, professore ordinario di Lingua e Letteratura Italiana alla prestigiosissima “St. John’s University” di New York, di Santo Santoro, ex ministro e senatore in Australia, e di Massimo Silvestro, compianto direttore del Centro Studi del Parlamento Europeo). In Svizzera, ad esempio, la cittadina dell’Alcantara e la Sicilia in genere sono degnamente rappresentate da Sergio Gregorio, il quale svolge una particolarissima professione, che nel Paese elvetico si sta rivelando di notevole utilità.

Il dottor Gregorio, laureato in Linguistica, lavora infatti per la Cancelleria Federale Svizzera, ed esattamente presso la Sezione di Terminologia che gestisce la Banca-Dati Terminologica, denominata “TERMDAT”, grazie alla quale le diverse lingue nazionali utilizzate nell’Amministrazione Federale (essenzialmente il tedesco, il francese e l’italiano) possono “interfacciarsi” facilmente tra loro, agevolando i rapporti sia tra istituzioni ed uffici pubblici e sia tra singoli cittadini.

Sergio (come confidenzialmente continuano a chiamarlo i tanti parenti ed amici d’infanzia che spesso viene a trovare a Francavilla) è, in realtà, nato in Svizzera, ma si è sempre considerato un “francavillese doc” per via dei suoi genitori.

E nel paese dove affondano le sue radici, questo giovane e brillante pubblico funzionario ha fatto di recente ritorno, sia pur per pochi giorni, per partecipare all’irrinunciabile “rito” della raccolta delle olive. Ne abbiamo approfittato per incontrarlo personalmente e saperne di più sulla sua interessante attività nella terra di Guglielmo Tell.

– Dottor Gregorio, di cosa concretamente si occupa presso la Cancelleria Federale Svizzera? «Lavoro presso la Sezione di Terminologia dei Servizi Linguistici Centrali, dove il sottoscritto ed una dozzina di altri colleghi traduciamo termini tecnici degli ambiti della medicina, della fisica, della chimica, della tecnologia e, soprattutto, del settore giuridico-amministrativo. La nostra “mission” consiste, in pratica, nell’evitare, in uno Stato plurilingue come la Svizzera, la cosiddetta “dispersione terminologica”, ossia la traduzione di un termine in modi diversi, con il rischio di non capirsi più. Tanto per fare un esempio, se un traduttore o una persona qualsiasi vogliono conoscere l’equivalente di quell’organo chiamato “Consiglio Federale”, dalla nostra banca-dati otterranno le espressioni “Conseil Fédéral” per quanto riguarda il francese, “Bundesrat” per il tedesco, “Federal Council” per l’inglese e “Cussegl Federal” per il romancio».

– Trattasi, dunque, di un’attività alquanto innovativa…

«E’ frutto di una, a mio avviso, illuminatissima intuizione di venticinque anni fa, quando la Confederazione Svizzera decise di acquistare, non disponendo di una propria, la banca-dati “Eurodicautom” (oggi “Iate”) dai Servizi di Traduzione della Commissione Europea. Oggi il fondo terminologico svizzero conta circa quattrocentomila termini. Per quanto mi riguarda, ultimamente ho avuto l’onore di essere il capo progetto del nuovo “TERMDAT”, entrato in produzione il primo marzo di quest’anno. Esso si caratterizza per facilità d’uso e libertà d’accesso tramite Internet. Ed i numeri ci danno ragione in quanto abbiamo registrato oltre un milione di accessi il primo mese ed una media di ottocentocinquantamila in quelli successivi».

– Come è riuscito ad approdare a tale importante organizzazione?

«Nove anni fa, mentre ero in cerca di lavoro, ho partecipato al concorso per un posto di terminologo bandito dalla Cancelleria Federale Svizzera. Ho avuto la meglio grazie ai miei studi di Linguistica ed Informatica ed essendomi in passato anche occupato di Lessicografia».

– A proposito di plurilinguismo svizzero: la nostra lingua italiana in che considerazione viene tenuta?

«In ambito confederativo, nelle comunicazioni ufficiali la prima lingua è il tedesco, seguita dal francese. Devo dire, purtroppo, che l’italiano, anche se lingua nazionale a tutti gli effetti, fa spesso da “tappezzeria”».

– Non rimpiange mai il suo Comune d’origine, Francavilla, e la Sicilia in genere?

«Sono fiero di essere siciliano ed, in particolare, francavillese; ma non rimpiango Francavilla. Rimanendo in questa terra, che comunque sento “mia”, penso che avrei avuto meno opportunità formative e di gratificazione lavorativa. Peccato! Vivrei volentieri sull’“isola più bella del mondo” (come a me piace chiamarla), peraltro popolata da gente che non è seconda a nessuno, ma che anzi, in diversi casi, risulta essere la “prima della classe”: bisognerebbe solo capire che le eccellenze vanno coltivate e sostenute in loco, anziché lasciarsele scioccamente scappare. Tanto per rimanere nell’ambito di cui mi occupo, se oggi abbiamo il Grande Dizionario della Lingua Italiana lo dobbiamo ad un catanese, ossia l’eminente filologo romanzo Salvatore Battaglia. Forse ha ragione un mio amico agrigentino, il quale sostiene che “dalle spine nascono bellissimi fiori”…».

Rodolfo Amodeo