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Museo di Macchia, no al trasferimento. Il presidente della Pro loco: “ignorata una nostra lettera”

Museo di Macchia, no al trasferimento. Il presidente della Pro loco: “ignorata una nostra lettera”

No al trasferimento in altri locali del museo antropologico di Macchia. Nei giorni scorsi l’assessore alla Cultura Patrizia Lionti in considerazione delle condizioni in cui versa il museo antropologico Genti dell’Etna di Macchia, chiuso da oltre due anni per ragioni di sicurezza per via dei gravi danni provocati dalle infiltrazioni, aveva annunciato l’imminente trasferimento della struttura in un padiglione del palazzo delle Culture di piazza Macherione. Con una nota il Presidente della Pro Loco Salvo Zappalà ccommentando la decisione dell’assessore Lionti “non riesce a credere e capire il motivo del provvedimento, di volere ad ogni costo spostare e quindi trasferire in blocco il museo delle Genti dell’Etna dalla sua sede storica, e oserei dire naturale, di Macchia, al palazzo della Cultura. Notizia, tra l’altro, appresa solo attraverso la stampa. Concordo nell’affermare che le infiltrazioni d’acqua, dovute ad una totale e assoluta mancanza di manutenzione dei locali che ospitano il museo antropologico, hanno, nel corso del tempo, creato danni rilevanti ai manufatti custoditi all’interno dei suddetti locali, ma a questi, intanto, si poteva ovviare quando nell’agosto del 2017 l’Associazione Turistica Pro Loco faceva richiesta di affidamento in comodato d’uso del museo, intendendo partecipare ad un bando regionale per l’assegnazione di un congruo contributo, previsto dal regolamento UE in materia di incentivazione del turismo isolano, relativamente ad un programma mirato allo sviluppo rurale della Sicilia, emanato dall’Assessorato regionale competente e che – secondo Zappalà – avrebbe determinato la tutela dei locali di via Emanuele Filiberto, salvando così di fatto sia la struttura, che i preziosi reperti lì custoditi. Il presidente della Pro loco aggiunge nella nota di non avere compreso il motivo per cui a quella motivata richiesta non sia stata data alcuna risposta da parte dell’Ente né verbale, né scritta. Adesso viene difficile pensare che Macchia e i macchiesi possano essere privati di un museo nel quale hanno lungamente e fortemente creduto; perché una tale decisione rappresenterebbe un’autentica sconfitta per chi pensava che quella splendida frazione potesse avere, con un museo funzionante, un suo legittimo sviluppo”.

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