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Giarre, sporcaccioni in rivolta danneggiano una fototrappola

Giarre, sporcaccioni in rivolta danneggiano una fototrappola

La fototrappola è caduta in trappola, quella di qualche sporcaccione che non voleva essere smascherato mentre abbandonava rifiuti per strada e per questo ha tagliato i fili che collegano l’apparecchio alla batteria che lo alimenta. Un incivile al quadrato perché sporca e perché ha manomesso la fototrappola.

Il luogo del “delitto” è stato il prolungamento della via San Matteo. Lì, dai anni un cartello indica che l’area è videosorvegliata. In realtà di videosorveglianza sinora c’era stata solo la scritta. Un trucchetto che non è durato a lungo.

I sindaci passano ma gli incivili restano. E dopo due sindacature, finalmente, l’area è stata videosorvegliata di nome e di fatto.

Ma il grande fratello non piace agli incivili che non vogliono essere fotografati mentre lanciano il sacchetto di spazzatura come se giocassero a bocce. La faccia si deve salvare! L’inciviltà deve restare segreta e impunita!

La povera fototrappola è sopravvissuta all’“attentato” e sta continuando la sua battaglia contro il male. In essa sono riposte le speranze di quei “meschini” che fanno la differenziata, pagano le tasse e addirittura vorrebbero vivere in una città pulita. Che pretesa assurda.

Caro incivile al quadrato non lo sai che oltre alla strada hai sporcato anche la tua coscienza?

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