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Randazzo, aumentata la captazione d’acqua dal pozzo “spia” Esa, in contrada S. Caterina

Randazzo, aumentata la captazione d’acqua dal pozzo “spia” Esa, in contrada S. Caterina

Si stima che l’acqua immessa nella rete idrica comunale al momento sia di circa 100 litri al secondo, una quantità doppia rispetto al reale consumo da parte della popolazione che, invece, è calcolato in 45 litri al secondo. La maggiore criticità per la perdita dell’enorme quantità d’acqua (prevalentemente captata da pompe elettriche) è rappresentata dalla rete idrica vetusta, obsoleta e piena di falle.

La problematica del rifornimento delle utenze di acqua potabile con un flusso e una pressione costante rappresenta un problema che da sempre attanaglia la città etnea. Sicuramente, insieme alla nettezza urbana e al cimitero comunale è il cruccio più antico che ha tormentato gli amministratori fin dall’unità d’Italia.

Ma oggi è arrivata una buona notizia per i cittadini-utenti, per le imprese e le strutture ricettive, insomma una speranza per l’intera popolazione. “Tra qualche settima, quando il sistema entrerà a pieno regime – annuncia il sindaco Francesco Sgroi – la penuria d’acqua nei quartieri San Martino, San Pietro e Cappuccini e nei piani superiori del centro abitato sarà alleviata”.

Tuttavia, i disservizi potrebbero perdurare nella frazione Murazzorotto, ma fino al completamento del progetto messo a punto dall’amministrazione comunale che prevede la costruzione di un serbatoio per lo stoccaggio dell’acqua proveniente dai pozzi di S. Caterina.

Nei giorni e nelle settimane scorse, a seguito dell’ennesima grave crisi idrica, il sindaco ha dato mandato, perentorio, agli uffici di affidare a un’impresa specializzata un lavoro per la manutenzione straordinaria di uno dei pozzi scavati negli anni Ottanta in contrada S. Caterina, sulle alture nel versante etneo. Si tratta del pozzo cosiddetto “spia” trivellato allora con fondi dell’Esa che, purtroppo, negli ultimi anni captava soltanto pochi litri d’acqua al secondo.

Il sindaco Sgroi e l’assessore D’Amico, quest’ultimo un veterano al ramo acquedotto, erano sicuri che quel pozzo avrebbe dovuto e potuto fornire in superficie una maggiore quantità d’acqua. Ed ecco che affidando i lavori, con fondi del bilancio comunale, l’impresa è riuscita a eseguire una manutenzione a regola d’arte e a portare in superficie circa 16 litri di acqua al secondo (contro i cinque litri precedenti). Una quantità che lascia ben sperare per alleviare la penuria d’acqua in alcune zone della città.

Purtroppo, come ci conferma lo stesso sindaco, permangono alcune criticità. In primis il problema delle condotte adduttrici vetuste e obsolete e la perdita di carico localizzato dovuta alle falle nella rete idrica, in parte già individuate in vari settori del centro abitato. E poi il costo del pompaggio per captare dalle falde acquifere sulle pendici dell’Etna.

Il sindaco, tuttavia, ci spiega come la sua amministrazione intente affrontare la questione. “Per risolvere in maniera definitiva la questione idrica ci vorrà del tempo e imponenti investimenti economici – ci dice il sindaco Sgroi – ma come annunciato in campagna elettorale, abbiamo mantenuto un’altra promessa cioè quella di affrontare subito la questione idrica e di migliorare la distribuzione d’acqua nelle case dei cittadini. L’altro step del mio progetto politico-amministrativo – continua – prevede la costruzione, nei pressi del campo da baseball, di una vasca di stoccaggio dell’acqua proveniente dai pozzi di S. Caterina che sarà ridistribuita nella frazione Murazzorotto. Inoltre, prevediamo di aumentare ulteriormente la captazione d’acqua convogliandone un’importante massa dalla sorgente S. Giacomo. Quest’ultima – conclude – ha il vantaggio di essere un’opera a gravità cioè senza costo di energia per l’estrazione”.

Gaetano Scarpignato

Nella foto di copertina da sinistra, Alfio Ragaglia (presidente del Consiglio comunale), l’assessore Giuseppe D’Amico e il sindaco Francesco Sgroi.

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