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La S.P. 81 a Calatabiano: in viaggio sulla “strada degli orrori”

La S.P. 81 a Calatabiano: in viaggio sulla “strada degli orrori”

Nostro reportage sul pericoloso tratto dell’arteria provinciale incompiuta che attraversa la contrada del Comune etneo denominata “Marzacchina”. Un paio di chilometri ormai da anni all’insegna di carreggiata a rischio cedimento, muri laterali che potrebbero abbattersi sulle auto in transito, cabine elettriche incustodite e discariche a cielo aperto

Ci siamo spesso occupati della problematica relativa alla Strada Provinciale 81, che dovrebbe collegare i Comuni etnei di Castiglione di Sicilia e Calatabiano, ma che non è stata mai completata essendo transitabile solo a cominciare dalla frazione castiglionese di Mitogio.

In questi anni, dunque, si sono al riguardo registrate proteste, interrogazioni consiliari nonché la costituzione di un apposito comitato civico che, con iniziative varie, tenta di spronare le istituzioni competenti (in particolare l’ex Provincia Regionale di Catania, oggi Città Metropolitana) a completare tale “incompiuta”.

A questo problema di carattere generale si aggiunge quello dell’estrema precarietà del tratto di S.P. 81 ricadente nel territorio del Comune di Calatabiano, ed in particolare in contrada “Marzacchina”, a sua volta articolata nelle due sottocontrade denominate “San Filippo” e “Carraro”.

A richiamare l’attenzione sulle tante criticità di tale percorso, quotidianamente transitato da numerosi automobilisti, è il signor Nino Scuderi (che appare in alcune delle foto qui pubblicate), un cittadino calatabianese che ha particolarmente a cuore le sorti della sua comunità e che, qualche giorno addietro, ci ha fatto da guida lungo quella che si potrebbe a ragione definire “la strada degli orrori”.

«Diciamo – esordisce Scuderi – che qui non ci facciamo… mancare nulla».

Iniziamo il nostro “viaggio” da contrada San Filippo, dove sul lato destro della strada (direzione Calatabiano) è visibilissima una discarica a cielo aperto nella quale è stato gettato di tutto (materiali di risulta, borse di plastica, un wc, un divano, ecc.).

Proseguendo lungo il segmento calatabianese della S.P. 81 si giunge in un tratto in cui il manto stradale si mostra a serio rischio di cedimento essendo attraversato da una lunga crepa che ha già spaccato in due la carreggiata, abbassando di alcuni centimetri il livello della parte sinistra.

Sulla frequentata arteria si affaccia anche una cabina elettrica totalmente incustodita, con fili, interruttori ed altri dispositivi metallici lasciati “all’aria aperta” e che, a contatto con un corpo umano, potrebbero mandare qualcuno all’altro mondo. L’ipotesi non è affatto peregrina in quanto, durante le belle giornate, la S.P. 81 è transitata anche da amanti del trekking e da ciclisti che, in caso di cadute, potrebbero anche andare a sbattere contro la pericolosissima cabina.

Circa due anni fa, inoltre, si è verificato il cedimento di due tratti dell’argine sinistro della strada, ma la segnaletica provvisoria è ancora lì, visto che nulla è ancora stato fatto per ripristinare lo stato dei luoghi.

Avvicinandoci sempre più al centro abitato di Calatabiano, sul lato destro della S.P. 81 si nota un muro che potrebbe quanto prima rovinare sulla carreggiata in quanto su di esso si sono abbattuti gli alberi della campagna retrostante, distruggendolo in parte.

Ed a proposito di muri, in contrada Carraro, ossia nella parte finale del nostro percorso, dovrebbe destare allarme il vistoso rigonfiamento di un muro a secco, dovuto presumibilmente alle infiltrazioni delle acque piovane: le grosse e pesantissime pietre squadrate che lo compongono potrebbero da un momento all’altro crollare sulla carreggiata creando seri problemi a qualche malcapitato automobilista in transito da lì.

A queste annose criticità della S.P. 81 si aggiungono, ovviamente, quelle determinate dalle precipitazioni piovose (negli ultimi anni particolarmente intense), come la fanghiglia ed i detriti, provenienti dalle campagne limitrofe, che invadono la carreggiata rendendola estremamente sdrucciolevole, e le profonde buche sull’asfalto, simili a crateri, che mettono a dura prova gli pneumatici, i cerchioni, gli ammortizzatori ed i semiassi dei veicoli.

«Come si può notare – commenta la nostra “guida” Nino Scuderi a conclusione del breve, ma accidentato, percorso – in questa strada, in appena un paio di chilometri, c’è di tutto e di più, ma nessuno si degna di intervenire. Per quanto mi riguarda, è da tempo che segnalo la situazione del tratto calatabianese della S.P. 81 a chi di competenza, ed in particolare, visto che trattasi di un’arteria provinciale, a chi dovrebbe rappresentare la Città Metropolitana di Catania (ex Provincia Regionale), ma senza ottenere risposta. Forse si attende che prima o poi ci scappi il cosiddetto “morto”?!…».

Rodolfo Amodeo

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