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Giardini Naxos: aria di “sfratto” per il Centro per l’Impiego di contrada Calcarone

Giardini Naxos: aria di “sfratto” per il Centro per l’Impiego di contrada Calcarone

Lunedì prossimo dovrebbe chiudere i battenti in quanto nell’immobile privato che ospita i suoi uffici le autorità preposte hanno riscontrato carenze igienico-sanitarie. Per il mantenimento della struttura, al servizio di nove Comuni, la locale associazione culturale “Tradizione, Ambiente e Turismo” ha rivolto un appello alla Regione Siciliana

Tra appena qualche giorno, ossia lunedì prossimo 15 ottobre, il Centro per l’Impiego (C.P.I.) di Giardini Naxos dovrebbe chiudere i battenti. Nell’immobile del quartiere Calcarone che ospita quello che una volta si chiamava “Ufficio di Collocamento” sono state infatti riscontrate dalle autorità competenti diverse carenze igienico-sanitarie.

La notizia sta destando parecchia apprensione nel vasto bacino di utenza della struttura, punto di riferimento per ben nove municipalità (Castelmola, Forza d’Agrò, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Graniti, Letojanni, Mongiuffi Melia e Taormina), alcune delle quali particolarmente vocate al turismo (come Taormina, Letojanni e la stessa Giardini Naxos) e, come tali, sedi di numerose attività turistico-ricettive i cui titolari e dipendenti sono pressoché quotidianamente costretti ad avere rapporti burocratici con il CPI giardinese.

Sulla questione si registra l’intervento della locale associazione culturale “Tradizione, Ambiente e Turismo”, guidata dal presidente Giuseppe Russo, che ha inviato un appello all’Assessorato Regionale al Lavoro affinché l’importante ufficio non venga soppresso.

«In riferimento alla chiusura del CPI di Giardini Naxos a far data dal 15 ottobre 2018 per carenze igienico- sanitarie – ha scritto il presidente Russo – la nostra associazione invita la Regione Siciliana ad intervenire per mantenere detti uffici nel nostro territorio in considerazione dell’alto numero di lavoratori stagionali che ne usufruiscono. Tutto ciò in attesa delle iniziative che le amministrazioni locali prenderanno per ottemperare alle normative vigenti».

Come la maggior parte dei Centri per l’Impiego, quello di Giardini Naxos ha sede in un edificio privato, al cui proprietario il Comune ha l’obbligo di corrispondere un determinato canone di affitto che grava pro quota (in base al numero dei rispettivi abitanti) sui vari Comuni rientranti nell’area di competenza dell’ufficio. Ma è risaputo che gli enti locali interessati, pur beneficiando di un servizio, non sono propensi a partecipare alle spese di natura comprensoriale in quanto con i loro magri bilanci possono a malapena fronteggiare le esigenze interne. Vengono quindi a crearsi situazioni spiacevoli che mettono a rischio il mantenimento sul territorio di questo tipo di uffici.

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: L’immobile che ospita il Centro per l’Impiego di Giardini Naxos e, nel riquadro, il presidente dell’associazione “Tradizione, Ambiente e Turismo” Giuseppe Russo     

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